Google, bufera sessista: licenziato un dipendente. Ha scritto: «Donne biologicamente non in grado di comandare»

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Google e la Silicon Valley hanno meno donne ingegnere per motivi biologici che rendono gli uomini più adatti a ricoprire ruoli tecnici e di leadership. L'email choc di uno dei dipendenti di Mountain View, l'ingegnere James Damore (che Big G ha licenziato), diventa virale e scatena polemiche. «Il punto di vista espresso non è quello dell'azienda», afferma in una comunicazione interna la responsabile di Google per la diversità e l'inclusione, Danielle Brown. Le sue parole però non bastano a placare le critiche e la bufera che si è scatenata sulla società, presa come "stereotipo" di una Silicon Valley sempre più maschilista.

L'email dello "scandalo" rivendica infatti differenze biologiche fra uomini e donne e denuncia le iniziative di Google per aumentare la diversità fra i suoi dipendenti: si tratta di misure che a loro volta discriminano altri dipendenti. Ma l'ingegnere autore dell'email, un uomo di cui non è stato rivelato il nome, si spinge anche oltre, criticando i 'pregiudizi liberal' dei manager e di molti dipendenti che rendono praticamente impossibile un confronto aperto su questi temi. L'autore dell'email afferma di aver ricevuto anche molti complimenti ed espressioni di gratitudine da altri colleghi per «aver portato alla luce temi di cui non avrebbero mai avuto il coraggio di parlare per paura della possibilità di essere licenziati».

La controversa email riaccende i riflettori sulla "piaga" della diversità all'interno della Silicon Valley: nonostante l'atteggiamento progressista e le battaglia per i diritti civili dei top manager, il problema è infatti ancora lungi dall'essere risolto. Molti colossi hi-tech hanno ammesso che la maggior parte dei loro dipendenti, soprattutto nei ruoli tecnici e ai vertici, è bianca o asiatica. Google nel suo ultimo rapporto sulla diversità pubblicato in giugno ha messo in evidenza che il 31% dei suoi dipendenti è rappresentato da donne, una cifra invariata rispetto all'anno scorso. Invariata al 2% la quota di afroamericani, mentre quella di ispanici è salita di un punto percentuale al 4%.

Anche Facebook ha ammesso che la maggioranza dei suoi dipendenti sono uomini e bianchi, soprattutto nei ruoli di comando. Le donne nel social media rappresentano il 35% della forza lavoro, in aumento rispetto al 33% del 2016 e meglio di Google. Nel complesso i dipendenti Facebook sono per il 49% bianchi e per il 40% asiatici. Nei ruoli di leadership il 70% dei manager sono bianchi e il 72% uomini. Il numero degli afro-americani e degli ispanici è in leggero rialzo, segnando un progresso dell'1%: gli afro-americani sono passati dal 2% al 3%, gli ispanici dal 4% al 5%.
Martedì 8 Agosto 2017, 14:36 - Ultimo aggiornamento: 10-08-2017 16:12
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