WhatsApp torna gratis ma guadagnerà di più

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di ​Marco Piscitelli

La notizia è diventata «virale» nel giro di pochi minuti. «WhatsApp finalmente diventa gratis» è stato uno dei temi più diffusi, ieri, sui social network di tutto il mondo. Per chi non conosce WhatsApp questa non rappresenterà una grande novità. Ma per chi ogni giorno si scambia messaggi, foto e video sul popolare sistema di messaggistica - scaricato da quasi un miliardo di utenti - è una vera e propria rivoluzione. 

Sì, perché finalmente si mette la parola «fine» ad uno stillicidio che, anno dopo anno, andava avanti: pagare un abbonamento di poco meno di un euro per usufruire della chat più diffusa al mondo. Basta, dunque, alle noiose schermate dove inserire i codici della carta di credito. Stop, allora, anche alle catene di Sant'Antonio che annunciavano periodicamente che il sistema sarebbe diventato a pagamento gettando molti nel «panico».

Quelle stesse catene di Sant'Antonio che, forse, hanno spinto il gigante della messaggistica acquistato due anni fa da Facebook per la cifra record di 19 miliardi di dollari (13,8 miliardi di euro) a fornire il servizio in maniera completamente gratuita. Al momento non si conosce il «destino» di quanti hanno già rinnovato l'abbonamento.

L'annuncio
Jan Koum, l'uomo che ha dato alla luce a WhatsApp nel 2009, ha annunciato la rivoluzione sul blog ufficiale ieri mattina, spiegando, però, che ciò non porterà l'arrivo di pubblicità sulla chat. «Siamo cresciuti e abbiamo scoperto che questo approccio non ha funzionato bene» spiega Koum. Marcia indietro? Utenti scontenti? Cosa si cela dietro questa «mossa a sorpresa» di WhatsApp/Facebook?

Lo zampino di Mark
Chi analizza di professione la Rete assicura che questa è una tattica alla Zuckerberg, quel Mark Zuckerberg che ha fondato Facebook ed è ora tra gli uomini più ricchi sul Pianeta. Dunque? Cosa vuole ottenere WhatsApp rinunciando ai micro-abbonamenti? A spiegarlo è proprio la compagnia dall'iconcina verde anche se non tutto è ancora molto chiaro. Non arriveranno inserzioni commerciali di terzi (quindi per ora niente fastidiose pubblicità) ma si inizieranno a testare strumenti che consentiranno agli utenti di comunicare - tramite messaggini - con aziende e organizzazioni di proprio interesse. Alcuni degli esempi: scambiare messaggi e foto con la propria banca, con le compagnie aeree oppure con i negozi online. I

l nuovo guadagno
Qual è la strategia? Il primo obiettivo punta ad includere tra i nuovi utenti anche chi è in difficoltà col meccanismo dei micro-pagamenti online, come i mercati in via di sviluppo. Ma ciò che gli esperti del settore hanno subito compreso è che WhatsApp, in sintesi, trarrà vantaggio dal nostro quotidiano utilizzo dell'applicazione. Come? Semplicemente chattando con i nostri amici e, presto, anche con il nostro istituto di credito, il centro commerciale preferito o con il negoziante sotto casa.

I big data
Quello di ieri, infatti, appare come un passo in avanti verso il crescente business dei dati personali. Oggi più che mai le informazioni, e non solo il tempo, sono denaro. Il nuovo «petrolio» è a disposizione dei giganti del web come Facebook, Google, Amazon, WhatsApp e così via che commerciano i cosiddetti «big data»: conoscere e rivendere abitudini, gusti, modi di agire, tempi di azione degli utenti che ogni giorni affollano il web nel mondo. A tirare le somme di un business - oscuro ai più ma florido più che mai - è stato il Financial Times nei mesi scorsi: il quotidiano economico tracciò tre «profili» di utenti del web e spiegò quanto erano disposte a pagare le aziende per ottenere i dati. Il più «caro» dei tre profili costava 1,05 dollari. Queste alcune delle informazioni sull'utente «analizzato» e «rivenduto»: ricco imprenditore, fidanzato, obeso, in attesa del primo figlio ed in cerca di un nuovo smartphone.

Le videochiamate
In attesa di nuove comunicazioni e aggiornamenti dell'applicazione, una delle certezze è che il sistema di messaggistica dovrà sostenersi economicamente per garantire agli utenti un servizio immediato, impeccabile e gratuito. La concorrenza, soprattutto nel settore delle chat, è spietata. Ed è per questo che nei prossimi mesi WhatsApp potrebbe lanciare sul mercato un nuovo, innovativo servizio: le videochiamate. Ma senza interruzioni pubblicitarie.
Martedì 19 Gennaio 2016, 09:41 - Ultimo aggiornamento: 19-01-2016 09:41
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