Amianto Isochimica, via ai controlli nella cava dismessa di Sperone

BAIANO - Amianto dell'ex Isochimica in una cava di Sperone. L'indiscrezione di ex lavoratori dell'ecomostro di Avellino continua a mobilitare associazioni e cittadini del Baianese. Nei giorni scorsi, proprio a seguito dell'ultima denuncia pubblica delle associazioni «Isde Medici per l'Ambiente», rappresentata dal medico Filomeno Caruso, «Ultimi per la legalità» del sacerdote don Aniello Manganiello e «Lotta per la vita» di Anna Candelmo, la prefettura di Avellino ha convocato i sindaci del Mandamento e le forze dell'ordine per fare il punto su quanto venuto fuori dalle pieghe del procedimento penale e che ha scioccato l'opinione pubblica locale. Ricostruzioni allo stato non confermate, ricordi di ex operai resi sotto giuramento dinanzi ai giudici ma che ad oggi non trovano riscontro.
 
Secondo quanto testimoniato da almeno due ex dipendenti di Isochimica l'amianto grattato via dalle carrozze dei treni dai lavoratori sarebbe stato portato in una «cava di Sperone», oltre che nel fiume Fenestrelle di Avellino ed a Fisciano, in provincia di Salerno. In particolare, il terribile carico di rifiuti e veleni era trasportato nei tre siti ed in un caso i testi avrebbero assistito allo sversamento senza riuscire però a documentarlo. Un retroscena che si conosce dal 2013 anche nel Baianese, ma sul quale non si è mai fatta chiarezza. Lo scorso luglio hanno riportato in primo piano la questione gli attivisti della zona grazie all'esposto che l'«Isde Medici per l'ambiente» e le associazioni «Ultimi per la legalità» e «Lotta per la vita» hanno presentato alla Procura di Avellino, al ministro per l'ambiente Sergio Costa, ai sindaci dei sei Comuni del Baianese, al prefetto di Avellino, all'Arpac.

L'Ufficio territoriale del governo nei giorni scorsi ha quindi convocato attorno ad un tavolo i primi cittadini (erano presenti sindaci e delegati di Sperone, Quadrelle, Mugnano del Cardinale, Baiano), rappresentanti dei carabinieri, della polizia e dei carabinieri forestali. I primi cittadini hanno spiegato che quanto conoscono della vicenda è soprattutto ricavato dalle informazioni di stampa e che, dopo le prime indiscrezioni già tre anni fa, furono presentate comunicazioni ed esposti. Il risultato della riunione è stata la richiesta di una intensificazione dei controlli e monitoraggi da parte delle forze dell'ordine nei siti considerati a rischio, mentre ai primi cittadini si è rivolto l'appello ad un censimento puntuale della presenza di amianto sul territorio del Baianese. Appello che era stato rivolto loro a luglio anche dal consigliere regionale Flora Beneduce ai sei primi cittadini in una missiva in cui chiedeva «ogni notizia utile al fine di rassicurare i cittadini». All'appello ha risposto il sindaco di Sperone Manco Alaia chiedendo «il supporto fattivo di Arpac e Asl in una questione che necessita di essere scandagliata a livello regionale, mancando strumenti ai Comuni». Da parte delle associazioni, conferma Filomeno Caruso, «continua la richiesta di chiarimenti e di controlli».

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