Botte in carcere tra detenuti: due romeni finiscono all'ospedale

Botte in carcere tra detenuti: due romeni finiscono all'ospedale
E' stato un vero e proprio regolamento di conti quello che è andato in scena  nel cortile del carcere di Bellizzi Irpino. Intorno alle dieci, mentre parte della...

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E' stato un vero e proprio regolamento di conti quello che è andato in scena  nel cortile del carcere di Bellizzi Irpino. Intorno alle dieci, mentre parte della popolazione carceraria era impegnata nella classica ora d'aria, è scoppiata una violenta rissa. Una decina i detenuti coinvolti che si sono contrapposti in due fazioni: da una parte napoletani e casertani, dall'altra romeni. Per quasi cinque minuti i contendenti si sono affrontati con calci e pugni. Tangibili, sui volti dei protagonisti, i segni delle botte da orbi che si sono scambiati. Malgrado il tempestivo e professionale intervento degli uomini della polizia penitenziaria, coordinati dal comandante del reparto Attilio Napolitano, per due giovani dell'est non è stato possibile evitare il ricovero in ospedale. Ai due feriti i sanitari del Moscati hanno riscontrato lesioni al volto e al cranio guaribili in non meno di sette giorni. Per gli altri, invece, è bastato il passaggio in infermeria dove i sanitari hanno dispensato cerotti e ghiaccio. Come da prassi tutti i detenuti coinvolti nella rissa sono finiti in isolamento e nelle prossime ore saranno trasferiti ad altre strutture penitenziarie. Nel frattempo è stata aperta un'inchiesta per appurare cause e responsabili. Inquietante il particolare emerso dalle prime indagini che riferisce di un astio nato da qualche giorno per una sorta di leadership da difendere dietro le sbarre di Bellizzi Irpino. Secondo una prima ricostruzione, infatti, pare che un gruppo di detenuti romeni abbia in precedenza minacciato e picchiato un italiano. Quanto basta per far scattare la molla dell'orgoglio e del corporativismo nazionale anche tra le celle del carcere. Si tratta in ogni caso di una prima versione dei fatti che nelle prossime ore potrebbe trovare conferma dai primi interrogatori. 
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Il Mattino