Mimì, quanti spostamenti mai rivelati nella sera della scomparsa

Mimì, quanti spostamenti mai rivelati nella sera della scomparsa
Caso Manzo, la verità emerge pian piano dai video delle telecamere di sorveglianza. Le immagini ora in mano agli...

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Caso Manzo, la verità emerge pian piano dai video delle telecamere di sorveglianza.


Le immagini ora in mano agli inquirenti forniscono una ricostruzione differente, rispetto a quelle raccontate nei mesi scorsi, degli spostamenti compiuti da diverse persone la sera dell'8 gennaio 2021, quando Mimì Manzo, in meno di due ore, viene fatto sparire a Prata.
In particolare, i militari dell'Arma sono adesso in grado di ricostruire i movimenti di dieci automobili, un'ora prima e un'ora dopo la scomparsa del 71enne. E soprattutto, emerge con forza che i video smentiscono le versioni fornite dagli attuali indagati (la figlia di Mimì, Romina Manzo, l'amica Loredana Scannelli, la madre Pasqualina Lepore e l'ex fidanzato di Loredana, Alfonso Russo) agli inquirenti, che dunque continuano a scavare e scandagliare tra via Marconi, Piazza Freda, via Nocelleto, traversa Fontana del Prete e via Annunziata.

È qui che ieri mattina i vigili del fuoco e i carabinieri hanno nuovamente scavato alla ricerca di una traccia di Manzo, ma soprattutto hanno analizzato i luoghi nei quali sono stati ripresi movimenti sospetti compiuti da una ragazza e due ragazzi (al momento non ci si sbilancia di più) che percorrono quella zona a piedi dopo essere scesi da una Golf. I tre si dirigono verso traversa Fontana del Prete. Passa una manciata di minuti e risalgono in auto, precisamente alle 23.14. Dopo sei minuti, alle 23,20, Romina Manzo chiama il 112 per denunciare la scomparsa del padre. Ed ancora, le telecamere riprendono una T-Roc (stesso modello dell'auto noleggiata dalla figlia di Manzo) con una donna a bordo ferma nei pressi della traversa Fontana del Prete. Rimane ferma per quattro minuti. E sempre dalle immagini video improvvisamente alle 22.37 sbuca una Golf Plus nei pressi sempre della traversa Fontana del Prete. Circostanze mai raccontate agli inquirenti dai giovani coinvolti nella scomparsa di Manzo e messe a nudo dalle telecamere di videosorveglianza sequestrate dai carabinieri. Che ora stanno meticolosamente abbinando le figure e i ruoli che emergono dai video alle identità delle persone coinvolte nell'inchiesta.

Altri movimenti sospetti vengono poi notati nei pressi del bar Officina 94, dove un ragazzo, dopo aver prelevato un altro giovane, non ancora identificato, si allontana a bordo di una Golf Plus. Alle 21.29 ritorna davanti al bar, il giovane seduto al lato passeggero scende. Il conducente della Golf Plus alle 21.30 si mette nuovamente in marcia e si dirige in via Nocelleto, la strada che conduce a casa Manzo, percorrendo l'incrocio nel quale Mimì scompare dopo aver minacciato la figlia di andare dai carabinieri a denunciare la presenza di sostanze stupefacenti in casa sua. Denuncia che non arriverà mai perché il 71enne sparisce nel nulla.
Non solo, gli inquirenti tuttora sono concentrati su altri video nei quali hanno notato altri movimenti anomali, altri spostamenti che gli indagati non avrebbero riferito all'autorità giudiziaria, ma che sono invece emersi dal lavoro svolto dai carabinieri del comando provinciale di Avellino.

Al momento nel registro degli indagati sono finiti la figlia di Mimì Manzo, Romina, accusata di sequestro di persona; la sua amica Loredana Scannelli accusata di favoreggiamento e false dichiarazioni; il suo ex fidanzato Alfonso Russo con le stesse accuse, e la madre di Scannelli accusata di favoreggiamento.


A mancare, al momento, è proprio il corpo di Manzo. Al momento gli inquirenti non hanno ritrovato nulla di significativo, ma le indagini continuano a ritmo serrato. I fratelli e le sorelle di Mimì Manzo, presenti ieri mattina sui luoghi in cui il 69enne è scomparso, hanno lanciato un nuovo appello. «Fateci trovare il corpo di nostro fratello per assicurargli una degna sepoltura, era una brava persona, era benvoluto da tutti e noi continueremo a cercarlo. Non ci arrenderemo».
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Il Mattino