Minacce al giornalista di Report, espulso consigliere M5S Avellino

Minacce al giornalista di Report, espulso consigliere M5S Avellino
L'inchiesta giornalistica di Report sui rapporti della Lega nel Sud Italia travolge anche il Movimento Cinque Stelle. Nella bufera finisce un ex consigliere comunale...

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L'inchiesta giornalistica di Report sui rapporti della Lega nel Sud Italia travolge anche il Movimento Cinque Stelle. Nella bufera finisce un ex consigliere comunale pentastellato di Avellino, Fabio D'Alessandro. Tanto da costargli l'espulsione.


Il tutto a causa di una sua battuta al termine dell'intervista rilasciata dall'allora collega Damiano Genovese, eletto con il partito di Salvini, ai giornalisti del programma di RaiTre. «Non massacratelo nel montaggio del servizio. Altrimenti veniamo a Roma. È sempre il figlio del boss», dice a mo' di risposta «spiritosa» D'Alessandro. Ma la battuta è infelice ed è sufficiente per scatenare il putiferio. Genovese, è figlio di Amedeo, considerato il capo dell'omonimo clan egemone in Irpinia fino agli inizi del 2000 e condannato all'ergastolo ormai da diversi anni. Vicende che lo stesso Damiano Genovese non ha mai nascosto. Ha sempre, però, ricordato che si tratta di questioni risalenti a oltre un ventennio fa e che non lo hanno mai coinvolto. In ogni caso, l'ex consigliere leghista del Comune di Avellino da poco l'amministrazione è stata sciolta per la sfiducia al sindaco Cinque Stelle, Vincenzo Ciampi non ha mai avuto problemi con la giustizia e la sua fedina penale è immacolata.
 
«Il presunto clan - ha detto Genovese a Il Mattino qualche mese fa - anche secondo gli atti processuali, non esiste più da quindici anni. Mi sembra però che, da parte di qualcuno, lo si sia voluto tirare in ballo a tutti i costi. Comunque, le sentenze si accettano, anche quando ci sembrano ingiuste. Se si sbaglia bisogna essere pronti a pagare il conto alla società. Io sono andato avanti per la mia strada, la mia attività di imprenditore è stata spesso al centro di controlli ma non è mai stato trovato nulla di illecito».

Genovese, anche attraverso i social network, ha sottolineato di avere accettato l'intervista, aggiungendo che è «chiara l'intenzione di Report di attaccare la Lega». Tutto qui, se poi non fosse arrivata l'infelice affermazione di D'Alessandro trasmessa come fuorionda al termine dell'intervista. Il Movimento Cinque Stelle ha così deciso di cacciarlo: «Gli atteggiamenti e le parole dell'ex consigliere D'Alessandro sono imbarazzanti e inaccettabili. Lungi da noi dare giudizi sul profilo della legalità. Tuttavia il nostro dovere come gruppo politico deve essere quello di dare delle risposte chiare e nette di distanza da quelle immagini e da quelle parole. I politici devono non solo essere, ma anche apparire onesti. Pertanto, abbiamo già segnalato il caso ai probiviri che decideranno sulla sua espulsione. Di certo, non lo vedrete mai più ricoprire alcun ruolo da candidato con il Movimento Cinque Stelle».


D'Alessandro non ci sta: «Era una battuta, questa vicenda è paradossale». Ma intanto la frittata è fatta. Leggi l'articolo completo su
Il Mattino