Rintracciati i due giovani scomparsi: si trovano nel carcere di Salisburgo

AIROLA - Svolta nella vicenda dei due giovani caudini, Anthony Laudanna, 22enne di Airola, e Gianni Clemente di 23, di Cirignano di Montesarchio, di cui non si avevano tracce da venerdì 17. Stanno bene, ma sono stati arrestati, insieme ad altre persone, dalla polizia di Salisburgocon l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di droga e porto abusivo di una pistola: arma con cui sembra sia stato ferito un uomo. Ieri mattina la comunicazione delle autorità austriache all'ambasciata italiana e, quindi, alla questura che ha provveduto a informare le famiglie. In paese c'è stato solo sollievo per il fatto che i due fossero vivi. Si temeva, infatti, fosse successo qualcosa di più grave, dal momento che da otto giorni i loro cellulari non davano segno di vita. Il papà di Anthony, Nicola, operaio con lavoro saltuario, è ora in stretto contatto con il consolato italiano a Salisburgo per la tutela e l'assistenza legale al figlio che dovrà affrontare il processo per quanto accaduto. Solo dopo, qualora si giungesse a una condanna, anche sulla base delle accuse e dell'entità dei reati contestati, Anthony e Gianni potrebbero scontare la pena in Italia.
 
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, ci sarebbe stata una rissa, seguita da una sparatoria nel sobborgo di Schallmoos di Salisburgo: a essere raggiunto da due colpi di pistola un uomo, ora ricoverato in ospedale. A seguito delle indagini, quindi, l'arresto per i due ragazzi. Al momento, però, per le famiglie la vicenda presenta misteri ancora tutti da chiarire: innanzitutto il vero motivo per cui Anthony e Gianni hanno fatto credere ai genitori di essere stati assunti come aiuti cuoco da un ristoratore di Monaco, poi il dubbio se i due giovani abbiano di loro volontà deciso di fermarsi in Austria o siano invece stati costretti a farlo. Infine le vere ragioni del blackout improvviso dei loro cellulari: «Per ora spiega Nicola Laudanna, il papà di Anthony siamo contenti che i nostri figli sono sani e salvi. Per il resto aspettiamo che la giustizia austriaca faccia il suo corso. Ringrazio le tante persone che sui social ci hanno dato vicinanza e solidarietà».

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