Fiamme allo Stir di Casalduni, vigilantes e più rifiuti ad Acerra

Si chiederà alla Regione d'incrementare il quantitativo di rifiuti che deve essere sversato presso l'impianto di Acerra; il sindaco di Casalduni Pasquale Iacovella firmerà un'ordinanza in cui sarà vietato l'accesso ai non addetti ai lavori nella zona dello Stir dove si è verificato l'incendio; la Samte, infatti, in attesa che venga presa in esame l'ipotesi di utilizzare l'Esercito, sottoscriverà un contratto con un istituto di vigilanza in modo che nelle ore notturne l'impianto venga vigilato. Queste le tre più importanti istanze scaturite nel corso di una riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica indetto e presieduto dal prefetto Francesco Antonio Cappetta e a cui hanno preso parte i vertici delle forze dell'ordine, il comandante dei vigili del fuoco Michele Di Tullio, il sindaco di Casalduni e l'amministratore unico della Samte Fabio Solano.

L'incremento dei conferimenti si è reso necessario perché nel primo capannone dove si è sviluppato l'incendio principale le fiamme sono state completamente domate ed è stata versata anche della sabbia in modo da evitare ulteriori focolai. Restano delle «fumarole» nel capannone adiacente. Da qui la necessità di trasferire parte dei rifiuti presso il termovalorizzatore di Acerra in modo da porre in sicurezza anche questo secondo capannone. Inoltre si è notato che in questi giorni nella zona dello Stir vi sono molte presenze da parte di curiosi richiamati dall'evento. Pertanto si è posta la necessità di vietare il transito a chi non è impegnato nelle opere di spegnimento.
 
C'è poi il problema della vigilanza specie nelle ore notturne. Come è noto la tanto richiesta videosorveglianza non si è ancora concretizzata e solo nel mese di settembre inizieranno i lavori. In attesa è stato ipotizzato l'impiego dell'Esercito. Tale proposta al momento non è stata ancora esaminata dai vertici militari. Pertanto dovendo far fronte all'attuale emergenza, che richiede una costante vigilanza, è scattata la decisione di contattare gli istituti di vigilanza per disporre una presenza notturna in tutta l'area dello Stir.

Ma mentre il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica prendeva queste decisioni a livello di Procura della Repubblica si è tenuto in mattinata un nuovo vertice presieduto dal procuratore Aldo Policastro, presenti il sostituto procuratore Donatella Palumbo, che sin dalle prime ore del rogo ha coordinato le indagini, il comandate provinciale dei carabinieri Alessandro Puel, il comandante del Reparto operativo dei carabinieri, il colonnello Giuseppe Izzo, il comandate dei vigili del fuoco Michele Di Tullio e gli appartenenti alla squadra dei polizia giudiziaria dei caschi rossi e ufficiali dei Noe.

Gli inquirenti hanno ribadito che finora non c'è alcuna certezza circa le cause del rogo. Chiaramente sussiste l'ipotesi dolosa, anche se non sono stati repertati elementi tali da fornire delle certezze. In ogni caso la Procura pare intenzionata nei prossimi giorni, indipendentemente dalle conclusioni cui giungeranno carabinieri e vigili del fuoco, a designare due consulenti tecnici, uno dei quali dovrà soffermarsi sulla parte elettrica. Come è noto, infatti, è stata appurata la mancanza di energia elettrica, che ha impedito agli impianti antincendio di entrare in funzione. Un altro esperto sarà chiamato a ricostruire le cause che hanno portato allo svilupparsi del rogo.

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