Obelisco Tempio di Iside restaurato, corsa contro il tempo per la sede

L'obelisco del Tempio di Iside sta per tornare a casa da Los Angeles dove è stato esposto al Paul a Getty Museum dal marzo scorso, ma a Benevento la soluzione per la sua definitiva collocazione ancora non c'è. Ieri mattina lo si è detto esplicitamente a Caserta, nella sede della soprintendenza ai beni artistici di Caserta e Benevento, dove il soprintendente Salvatore Buonomo, il presidente della provincia di Benevento Claudio Ricci e il sindaco della città Clemente Mastella hanno cercato insieme una idonea location. Perché il prezioso reperto non può essere ricollocato nella sede che prima lo ospitava, il museo Arcos, in quanto è «cresciuto» dopo l'intervento di restauro cui è stato sottoposto in California e che era la condizione per concederlo in prestito in occasione della mostra «Oltre il Nilo: l'Egitto e il mondo classico».
 
«L'obelisco, nel corso dell'intervento, è stato riportato alla sua altezza originaria con nuovi inserimenti - spiega Simone Foresta, il funzionario della soprintendenza che ha seguito il restauro - così ora risulta alto oltre 4 metri invece di 3». Da qui la necessità di trovare un altro spazio capace di ospitarlo com'è ora. Uno spazio che però non può essere esterno in quanto i materiali non sono adatti a sopportare le intemperie. E poi ci sono le garanzie e le richieste che arrivano dal Soprintendente. «È necessario prima di tutto approntare una piattaforma su cui collocare il monumento: e questo è il primo ostacolo. Poi l'obelisco dovrà essere musealizzato nel senso che intorno ad esso vada costruito un percorso di visita ad hoc, anche con il supporto di strumenti multimediali. Noi non abbiamo alcuna possibilità di provvedere a niente data la scarsità delle risorse di cui disponiamo. Allora forse potrebbe fare qualcosa la Provincia che ne è la proprietaria?». Un appello al quale il presidente Ricci non si è sottratto, almeno per la questione della piattaforma. «Sono certo che riusciremo a trovare i fondi o qualche benefattore», assicura. Mentre ammette come sia più complesso il problema della nuova collocazione. «Riproveremo con il museo Arcos e se questo non potrà ospitarlo vedremo con il Museo del Sannio».

Il problema è che si deve fare presto. L'obelisco, infatti, verrà impacchettato nei primi giorni della prossima settimana e rispedito in Italia con un volo intercontinentale sotto l'accurata sorveglianza dei funzionari della Soprintendenza. Poi una volta arrivato a Milano, il reperto verrà trasportato a Benevento con un autotreno. Quindi tutte le operazioni, compreso il rimontaggio in sede, dovranno essere completate entro la fine del mese di settembre, quando la copertura assicurativa sul bene scadrà e i tecnici che lo avranno accompagnato dalla California con il compito di riassemblarlo a Benevento dovranno andar via. Così è corsa contro il tempo. Ricci è fiducioso: «Ce la faremo e se tutto dovesse andare storto sono pronto anche a provvedere alla sua sicurezza ricorrendo alla vigilanza privata. Ma sono certo che non si dovrà arrivare a tanto». E poi c'è la disponibilità esplicita del sindaco Mastella. «Contate pure su di me. Io non mi tiro indietro per quanto potrò fare. Come si sa non ho alcuna competenza sul bene, ma se dovesse servire ci sarò».

Leggi l'articolo completo su Il Mattino
Outbrain