Ferrarelle, 40 nuove assunzioni con il Jobs Act

Ferrarelle, 40 nuove assunzioni con il Jobs Act
CASERTA - Una nuova linea produttiva e un impianto di riciclo e trasformazione del materiale in Pet in altrettante bottiglie per un totale di circa 40 nuovi addetti assunti con il...

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CASERTA - Una nuova linea produttiva e un impianto di riciclo e trasformazione del materiale in Pet in altrettante bottiglie per un totale di circa 40 nuovi addetti assunti con il Jobs Act. Con un investimento complessivo di 34 milioni di euro - di cui 9 in conto capitale, 17 sotto forma di prestito a tassi molto agevolati e altri 9 di investimenti propri - la Ferrarelle Spa, con uno stabilimento da 210 addetti tra le colline di Riardo, in


provincia di Caserta, si prepara ad affrontare la nuova sfida sul fronte del risparmio energetico e del minimo impatto ambientale incrementando la produzione del 20%.



Un megawatt è già fornito dal grande impianto fotovoltaico interno, ora l'azienda guidata dall'imprenditore napoletano Carlo

Pontecorvo realizzerà grazie all'accordo firmato a metà gennaio con Invitalia un impianto che trasformerà il Pet (la plastica

usata per le bottiglie) recuperato dalla raccolta differenziata in nuove bottiglie che poi saranno riempite della famosa acqua minerale servendosi, per l'approvvigionamento di energia, di un altro impianto di «trigenerazione» alimentato a metano.



«Fino ad ora - spiega il direttore generale di Ferrarelle Giuseppe Cerbone - abbiamo acquistato il Pet cosiddetto 'vergine' ovvero la materia prima, pagandola a peso d'oro, in media mille euro a tonnellata. Ora, con questo impianto, potremo raccogliere il materiale in Pet riciclato dal Conai, ma anche direttamente dai Comuni o da privati raccoglitori, ovviamente pagandoli e contribuendo a stimolare nuove attività di raccolta rifiuti con generazione di ulteriori posti di lavoro stabili.

L'idea è di siglare protocolli di intesa con enti locali, aziende. Penso anche ai supermercati: in qualcuno già si fa la raccolta del Pet, del resto in Europa è una servizio quasi normale. Ai Comuni chiederemo di realizzare una differenziata più spinta, ovvero una raccolta selettiva, che riguardi proprio il Pet. In tal modo faremo un regalo al territorio, visto che oggi non ci sono in Italia impianti integrali che passino da rifiuti a prodotti finiti, con riduzioni di rischi considerevoli sul fronte dell'impatto ambientale.



Verremo inoltre incontro alle raccomandazioni europee, secondo cui il rifiuto, se prodotto, va in primis riciclato. L'impianto dovrebbe essere pronto entro ottobre 2015; dopo partiranno le assunzione di nuovi addetti, circa 40, in particolari operai specializzati nella manutenzione.



La nuova linea di imbottigliamento, e gli interventi nella logistica interna, porteranno un incremento della produzione di circa il 20%. Leggi l'articolo completo su
Il Mattino