Jabil, il viceministro Todde: «Gli assunti in Orefice non saranno abbandonati»

Jabil, il viceministro Todde: «Gli assunti in Orefice non saranno abbandonati»
«Il tema Orefice è da gestire, quei lavoratori non saranno abbandonati e saranno reintegrati in progetti più concreti». Lo ha detto al sito di Marcianise...

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«Il tema Orefice è da gestire, quei lavoratori non saranno abbandonati e saranno reintegrati in progetti più concreti». Lo ha detto al sito di Marcianise  della Jabil il viceministro dello Sviluppo Economico Alessandra Todde, riferendosi alla vertenza che riguarda 23 lavoratori ex Jabil riassunti dall'azienda sarda Orefice nel giugno 2020 in base ad un progetto di reindustrializzazione e ricollocazione che era stati approvati dallo stesso Mise e dai sindacati.

Un progetto naufragato prima di iniziare, visto che l'azienda sarda, che produce generatori elettrici, ha deciso di trasferire in Sardegna, con decorrenza dal 4 ottobre scorso, i 23 addetti, che hanno però impugnato il trasferimento; la società ha anche già abbandonato il capannone affittato a metà 2020 nell'area industriale di Pascarola, comune di Caivano a pochi chilometri da Marcianise, dove si era impegnato ad iniziare una produzione; ma qui 23 lavoratori ex Jabil sono stati per pochi mesi tra l'ottobre dello scorso anno al marzo 2021, senza però fare nulla di ciò per cui erano stati assunti.

«Abbiamo fatto lavori edili, di tinteggiatura delle pareti, di manutenzione del fabbricato - dice un lavoratore di Orefice - opere che dovevano preparare il sito alla produzione che non è mai partita». Orefice se l'è presa con i sindacati, e ora il Ministero sta valutando come uscire dall'impasse. I 23 lavoratori aspettano le mensilità di cassa integrazione dal luglio scorso, e sono in una situazione particolare; non avendo accettato il trasferimento sono passibili di licenziamento ma per ora ciò resta congelato in attesa che il Mise trovi una soluzione. 

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Il Mattino