Mondragone: finisce la zona rossa, ​i bulgari tornano a lavorare nei campi

Mondragone: finisce la zona rossa, i bulgari tornano a lavorare nei campi
Con il focolaio «spento» a Mondragone è tornata ad essere «Covid free», dalla mezzanotte, tutta l'area dei cinque palazzi ex Cirio, con...

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Con il focolaio «spento» a Mondragone è tornata ad essere «Covid free», dalla mezzanotte, tutta l'area dei cinque palazzi ex Cirio, con centinaia di residenti, perlopiù bulgari, che sono tornati a lavorare soprattutto nei fondi agricoli; a decine però hanno lasciato il quartiere con i bagagli per tornarsene in patria, dopo essere arrivati nel Casertano oltre un mese fa per lavorare come braccianti stagionali, ed essere rimasti bloccati per il lockdown imposto il 22 giugno scorso. Rimossi i new jersey in cemento, se ne sono andati i soldati dell'Esercito.


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Dopo due settimane la situazione sanitaria si è ormai stabilizzata nel complesso residenziale, con una sessantina di casi di positività al Covid accertati, quasi tutti bulgari; proprio questi ultimi avrebbero contagiato anche le altre 40 persone, tra cui molti lavoratori agricoli, risultate positive fuori dalla mini zona rossa. Dal report dell'Asl relativo alla giornata di ieri emerge che sono 103 i contagi collegati al focolaio dei palazzi Ex Cirio, 91 dei quali relativi a persone residenti a Mondragone, quattro a Sessa Aurunca, due a Carinola, uno a Rocca d'Evandro e Recale, e quattro a Falciano del Massico, comune in cui si trova un'azienda agricola dove si sono verificati 36 casi tra i lavoratori, collegati al cluster mondragonese. Nessuno dei contagiati presenta sintomi. Nella provincia sono 107 gli attualmente positivi (solo quattro i casi non collegati al focolaio dei palazzi ex Cirio) con 425 guariti e 206 persone ancora in quarantena.

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Ma nonostante la riapertura del cordone sanitario, l'attenzione sui palazzi ex Cirio da parte delle forze dell'ordine non calerà, anche alla luce delle tensioni registrate tra i residenti bulgari e i cittadini italiani, che hanno sempre lamentato il forte degrado del complesso, luogo di traffici illeciti, come contrabbando di sigarette, spaccio di droga, caporalato, come dimostrato dalle numerose operazioni di polizia effettuate negli ultimi anni; operazioni che dunque proseguiranno, precedute da un'attività di vigilanza e monitoraggio dell'area.
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Il Mattino