«Estelle», l'antifavola di Massimo Piccolo scritta come un romanzo storico

Massimo Piccolo
Abbiamo conosciuto Massimo Piccolo, il quarantenne scrittore originario di Pomigliano D'Arco, in molti ambiti del mestiere dello scrivere: autore, paroliere; ed anche come...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
99,98€
40€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA FLASH
ANNUALE
49,99€
19€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
 
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
SCEGLI ORA

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
SCEGLI ORA
 
ANNUALE
49,99€
11,99€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
2 ANNI
99,98€
29€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 3 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno
Abbiamo conosciuto Massimo Piccolo, il quarantenne scrittore originario di Pomigliano D'Arco, in molti ambiti del mestiere dello scrivere: autore, paroliere; ed anche come regista e fotografo. Ora il suo esordio letterario in volume, questa «Estelle, storia di una principessa e di un suonatore di accordìon (pagg, 86, euro 12)» per i tipi della napoletana Cuzzolin, che inizia come la più classica della favole: "...Tanto tempo fa in un castello a picco sul mare... ". Ma dopo questo incipit stereotipato e nonostante la storia assuma i connotati della classica favola antica - c'è un re Gustav IV che perde la sua regina, Alessaija, dopo il parto della piccola Estelle - sale la voglia di gustare il seguito.


Estelle eredita dalla madre - soprannominata la Regina Bianca - un connotato invalidante: non può guardare la luce del sole e deve essere protetta per il suo pallore da un esterno che potrebbe sottrarla alla vita. La cura paterna diventa una campana di vetro asfissiante, nonostante sia costituita dalla costruzione di un parco meravigliosamente criptico che le consente di misurare i passi della conoscenza claustrale. Le invenzioni del Re crescono nella misura in cui Estelle cresce nella sua conoscenza del mondo, ma la pubertà della ragazza impone un marito che si annuncia già limitato da uno spazio-tempo finito. Nella festa dei suoi sedici anni però Estelle strappa al regale genitore la promessa che sarà lei a scegliere il suo compagno.


I riflessi, gli aloni ed i fiati dell'adolescenza trovano il richiamo nell'aria blu di un suonatore di accordion, Juan, un musicista affamato di Montblanc. Il finale euristico lo lasciamo al lettore. Di "Estelle" possiamo dire che convince non solo la storia, ma soprattutto la scoperta di una lingua: quella personale di Piccolo che è curata, ironica e calda. Sperando che come seconda prova non scelga un thriller od un giallo gli consigliamo di scrivere un romanzo storico: ne avrebbe capacità nella precisione di oggetti, arredi ed atmosfere. Leggi l'articolo completo su
Il Mattino