Mangiare per strada scomodo sì, cafone no

Mangiare per strada scomodo sì, cafone no
Gentile direttore, mi permetta una valutazione. Mi dispiace per il sindaco di Napoli, professor Manfredi, ma concordo con l’onorevole De Luca, presidente della Regione...

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Gentile direttore, mi permetta una valutazione. Mi dispiace per il sindaco di Napoli, professor Manfredi, ma concordo con l’onorevole De Luca, presidente della Regione Campania, sul fatto che mangiare per strada è “cafone”. Certe scene lasciamole ai quadretti caratteristici di alcuni anni fa. Immagini belle, suggestive, poetiche, ma che ci dicono come in certe zone di Napoli ci fosse, e c’è ancora, la tendenza a fare ciò che si vuole, a fare confusione, a fare “ammuina”. La buona educazione consiste non soltanto nel comportarsi bene, ma anche nel fare in modo che gli altri si comportino bene. Troppo spesso critichiamo gli altri, ma dimentichiamo che dobbiamo essere noi a cambiare. Con l’occasione, permettetemi gli auguri, a voi del Mattino e alle vostre famiglie.

Daniele Barattelli
Napoli 

 

Caro Daniele, non sono d’accordo con lei. L’espressione cafoni utilizzata dal governatore Vincenzo De Luca è stata infelice ma soprattutto sbagliata. Mangiar per strada, a maggior ragione di questi tempi, può non essere igienico o sconveniente ma certo non è da maleducati. Men che mai la sfogliatella e la pizza a portafoglio gustati in mezzo alla via hanno a che vedere, come sostiene lei, con l’ammuina. Tutt’al più può essere scomodo ma, ripeto, non cafone. Anzi se si va a guardare l’origine della parola cafone si deve risalire al mondo del contado. I cafoni erano coloro che venivano in città dalle campagne e si tenevano assieme con una fune (ca’ fune) per non perdersi tra la folla della città. E la tradizione contadina non prevede il mordi e fuggi e non transige sul mangiare in altro modo che non sia da seduti persino nei campi, prendendosi il giusto tempo. Quindi il giudizio è anche etimologicamente sbagliato. Il mangiar per strada è un’abitudine metropolitana, civica se consideriamo ancora la provenienza delle parole. E le parole sono importanti, soprattutto in momenti delicati come gli attuali di emergenza. Insomma il provvedimento di vietare il mangiare e ber per strada può avere le sue ragioni, il modo in cui è stato comunicato molte meno. 

Federico Monga

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Il Mattino