Un altro aereo spia russo A-50 da 300 milioni di dollari abbattuto: Kiev rivendica il successo, ma i blogger di Mosca: «Colpito da fuoco amico»

A metà gennaio un caso simile: il grande velivolo colpito sul territorio russo

Un altro aereo spia russo A-50 da 300 milioni di dollari abbattuto: Kiev rivendica il successo, ma i blogger di Mosca: «Colpito da fuoco amico»
Un altro gigante dell'aria russo abbattuto dagli ucraini oppure dal fuoco amico, dagli stessi russi? Costano 300milioni di dollari, pesano 190 tonnellate, hanno...

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Un altro gigante dell'aria russo abbattuto dagli ucraini oppure dal fuoco amico, dagli stessi russi? Costano 300milioni di dollari, pesano 190 tonnellate, hanno un'apertura alare di 50 metri  e sono un concentrato di tecnologia perché  gli A-50U Bariev sono quadrigetti Awacs per la guerra elettronica: la Russia ne avrebbe avuto solo 9 in servizio all'inizio della guerra (ma altri fonti si fermano a 5) e ora, nel giro di poco di un mese, le forze aerospaziali russe ne avrebbero persi addirittura due. Dopo quello finito nel Mar d'Azov a metà gennaio, ieri un altro di questi aerei spia sarebbe stato colpito precipitando poi in territorio russo causando inoltre un vasto rogo. Le forze ucraine hanno rivendicato anche in questo caso il successo, ma il blogger militare Vladimir Romanov afferma che è stato colpito da un missile lanciato da Mariupol, città ucraina occupata dalle forze russe nel 2022.

 

Le ipotesi

Secondo fonti di Kiev, l’A-50 sarebbe stato abbattuto «a seguito di un’operazione congiunta della direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa e dell’Aeronautica». E il comandante delle forze aeronautiche, Mykola Oleshchuk, conferma. «Bayan, dove sei? Un A-50 con il nominativo Bayan ha smesso di volare! Mi congratulo con gli occupanti per la Giornata dei difensori della patria», scrive su Telegram, ringraziando i servizi segreti militari dell’Ucraina. La posizione in cui è avvenuto l’incidente, ad almeno 250 chilometri dalla linea del fronte nel sud dell’Ucraina, potrebbe indicare che l’aereo radar quadrimotore da 15 persone ha subito un attacco, nemico o fuoco amico, mentre operava vicino al fronte e ha cercato tornare alla sua base a Krasnodar prima di precipitare. Ma Vladimir Romanov è sicuro che sia stato bersaglio del fuoco russo: «Il nemico non ha niente a che fare con tutto questo. I lanci provenivano dalla zona di Mariupol», ha spiegato ai suoi 140.000 follower. «Dopo essere stato colpito da un missile di difesa aerea (non lanciato dal nemico), l’A-50 si è spezzato in due parti». Il blogger ha anche postato due video, il primo mostra missili di difesa aerea che prendono di mira un aereo e il secondo il presunto luogo dell’incidente con una commentatrice che descrive una «enorme esplosione».

 

Aeronautica russa in difficoltà

Mosca non commenta e un altro canale Telegram con stretti legami con l’aeronautica russa ribadisce che il velivolo fosse troppo lontano dalla linea del fronte per essere stato colpito dalle forze di difese aeree ucraine. «Non è possibile dire al momento con certezza chi l’abbia abbattuto, ma siamo a 256 chilometri dalla linea del fronte», è la valutazione. Di certo si tratta di un duro colpo per l’aviazione militare russa che ha perso, soprattutto a causa dei missili terra-aria ucraini a lungo raggio Patriot PAC-2 di fabbricazione americana, nove dei suoi migliori aerei in appena un mese. Prima degli abbattimenti le forze aerospaziali russe potevano contare solo su nove Beriev A-50, ora sono sette e, stando a quanto riferito, Mosca non sarebbe in grado di produrne altri. Le capacità tattiche e strategiche delle forze aerospaziali russe, come sottolinea Insideover, sono state al centro del dibattito tra analisti e osservatori militari sin dall’inizio del conflitto, almeno quanto lo sono tutt’ora le capacità della difesa aerea e della esigua quanto agguerrita forza aerea ucraina.

I blogger militari russi hanno spesso criticato i comandanti militari del loro Paese, facendo trapelare informazioni che hanno messo in imbarazzo il Cremlino. Mercoledì il soldato e blogger Andriy “Murz” Morozov si è tolto la vita dopo avere subito forti pressioni dai vertici per un post critico sulla guerra che aveva pubblicato sul suo canale Telegram: l’uomo aveva dichiarato di temere per la sua vita. Prima di uccidersi Morozov ha pubblicato un lungo messaggio sulla sua rubrica “Ci scrivono da Yanin”, in cui parlava del suo difficile rapporto con il popolare presentatore tv russo Vladimir Solovyov e rivelava che il giorno prima dal comando gli avevano imposto di cancellare un suo post in cui affermava che la Russia ha perso 16.000 soldati nelle battaglie per la conquista di Avdiivka.

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Il Mattino