Napoli, amianto ai Quartieri spagnoli in strada da mesi: «Intervenite»

«Non posso camminare senza ciabatte perché si fanno i piedi neri. Non è normale che una bambina non possa stare a terra in casa propria e che per colpa di questa discarica a cielo aperto siamo costretti a stare chiusi dentro». Francesca dà voce alla sua esasperazione dalla finestra del suo “vascio” in vico Politi, nei quartieri spagnoli, a pochi passi dalla famosa “Parrocchiella”. All’interno del palazzo accanto al suo, al civico 22, da ben quattro mesi in un sacco giacciono i resti dei lavori per la fognatura dell’edificio, nei quali è emersa una consistente presenza di lastre di fibrocemento (Eternit) contenenti amianto. Un altro grosso accumulo di calcinacci e materiale potenzialmente tossico è invece in bella vista al centro della strada larga pochissimi metri. Una montagnella di rifiuti potenzialmente pericolosa, diventata quasi oggetto di arredamento urbano, che la fantasia dei bambini dei quartieri ha presto trasformato in una base per il ciclocross.
 

Cosa ha impedito durante questi mesi la rimozione del materiale? A sentire l’amministratore di condominio, Marco Lucarelli, che ricopre l’incarico solo dal mese di giugno, la ditta che si è occupata dei lavori avrebbe presentato all’Asl un piano di smaltimento speciale, affidato alla società di igiene e tutela del territorio Everpower, che non contemplava lo smaltimento dei rifiuti su strada, e quindi dell’amianto, ma solo di quelli di lavorazione ordinaria. Motivo per cui la ditta specializzata, che dovrebbe invece tornare per un sopralluogo domattina, non avrebbe ricevuto l’autorizzazione dall’Asl. Secondo quanto riferisce Lucarelli, un nuovo piano di lavoro di smaltimento, inclusivo dell’amianto racchiuso nel sacco nell'androne del palazzo e delle presunte scorie per strada, dovrebbe essere presentato dopo gli accertamenti di domani nel più breve tempo possibile. Solo una volta ricevuto il nullaosta dall’Asl, e ottenuto il dissequestro dalla magistratura, il materiale potrà finalmente essere rimosso. La ditta, invece, si difende affermando che la presentazione del piano sarebbe spettata all'amministrazione del condomio, che al momento dei lavori non era stato ancora costituito. 
 
Nel mezzo di questo rimpallo di responsabilità  per più di quattro mesi i residenti della strada sono potenzialmente stati esposti a un grave rischio per la propria salute, con buona parte del materiale già catalogato come Eternit dall’Arpac alla portata di tutti, bambini compresi, che curiosi ficcano il naso o cercano di aprire l'involucro di plastica bianco in cui sono raccolte le lastre. L’amarezza dei residenti è soprattutto nei confronti dell’amministrazione comunale e degli enti preposti, che pur sollecitati dai rappresentanti della municipalità e da alcuni cittadini nell'arco di questo lungo periodo non sono mai intervenuti.

«Il Comune poteva intervenire in deroga per rimuovere dalla strada un concreto pericolo per la salute pubblica e chiedere dopo quello che gli spetta – sostengono gli inquilini del vicolo - Invece nulla si muove, se non l'impegno di alcuni consiglieri municipali in uno scaricabarile nel quale i proprietari privati fanno trapelare che la colpa è del giudice che non dissequestrerebbe il materiale, il Comune per lo stesso motivo sostiene che non può intervenire in deroga e che deve farlo il privato». La discarica che giace su strada, infatti, nonostante non presenti alcun sigillo sarebbe stata posta sotto sequestro dalla magistratura a seguito della segnalazione avvenuta mesi fa da parte di vigili del fuoco e polizia ambientale, che si trovavano sul luogo per altro tipo di ragione professionale. 

Ad abbraciare le idee dei residenti e constatare che i tempi della pubblica amministrazione spesso non combaciano con quelli delle esigenze dei cittadini è anche l'assessore alla viabilità della seconda municipalità Marcello Cadavero. «Episodi come questo creano dei danni irreparabili perché le persone perdono la fiducia nei confronti della politica - ha sottolineato-  Siamo in una zona dove il contatto con la pubblica amministrazione è assente, questa gente si sente abbandonata. Noi della municpalità, consapevoli delle nostre possibilità, cerchiamo di seguire nel miglior modo possibile questi problemi cercando di sollecitare gli enti preposti ma capita di scontrarsi con la burocrazia». 

 

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