Floro Flores commissario a Bagnoli, si rinsalda la nuova alleanza giallo-arancione

Bagnoli teatro di epici scontri istituzionali ma anche snodo di sorprendenti, futuristiche alleanze. Passano per quella distesa un po' selvaggia di terra che puzza d'idrocarburi e per quelle acque ancora compromesse, in cui imperterrita la gente continua a tuffarsi, le più importanti svolte della politica napoletana. Sul destino dell'area ex Italsider si consumò la frattura senza precedenti tra Renzi e de Magistris e - appena qualche ora fa - lo strappo, altrettanto imbarazzante, tra il ministro grillino del Sud Lezzi e il suo partito, in asse con la Lega.

Ora proprio lì sta nascendo qualcosa di nuovo. Il nome di Francesco Floro Flores, imprenditore di successo che ha rilevato lo zoo mentre cadeva a pezzi e l'ha rilanciato rendendolo una moderna attrazione, non è solo quello del probabile successore di Nastasi alla guida del commissariato (sempre che arrivi il via libera definitivo della Lega, che lascerebbe così ai grillini una nomina strategica); sembra essere, infatti, la chiave di un rapporto politico complesso, che sta però prendendo forma settimana dopo settimana: quello tra il sindaco e il presidente della Camera. Nastasi era una scelta che de Magistris aveva subìto, così come l'ex pm era apparso fin dall'inizio ostile alla figura del commissario. De Luca, invece, ieri lo ha difeso ancora, definendolo una persona di grande competenza.
 
A tre anni di distanza lo scenario è radicalmente mutato. Ora de Magistris non è spettatore della partita. Vinte le remore sull'istituto del commissario si tratta di scegliere una persona che non solo non sia ostile, ma anzi diventi un interlocutore affidabile e soprattutto non penda dalla parte di Palazzo Santa Lucia. In questa sfida il sindaco ha trovato interessi convergenti con Fico, che da Montecitorio segue con attenzione le vicende della sua città. Floro Flores convince entrambi. Con l'amministrazione comunale l'imprenditore ha un rapporto ormai consolidato: il suo gruppo gestisce dal 2016 l'Arena Flegrea, lo spazio per concerti della Mostra d'Oltremare, e in primavera ha assunto Claudio de Magistris, fratello del sindaco, come direttore generale; ma Floro Flores ha un buon feeling anche con i 5Stelle, e lo stesso presidente della Camera, che il mese scorso lo hanno voluto nel consiglio d'amministrazione di Cassa depositi e prestiti. L'asse Fico-de Magistris va oltre, e arriva a Marechiaro, dove a fine maggio, nel pieno della crisi post-elettorale e con il rischio concreto del ritorno alle urne, il presidente della Camera e l'ex pm sono stati protagonisti di un faccia a faccia immortalato da cameramen e fotografi. Che qualcosa si muova lo ha confermato, in un'intervista al Mattino, lo stesso sindaco: «Non sveliamo un segreto, si dialoga, mi pare strano che qualcuno si scandalizzi».

Eppure non finisce tutto con il dialogo istituzionale. De Magistris ha detto chiaramente di voler lavorare ad un patto con i Cinque Stelle in chiave anti-De Luca in vista delle Regionali del 2020. Il sindaco sa che da solo difficilmente potrà farcela e la sponda con i grillini gli consentirebbe di scardinare il feudo deluchiano conquistando da Palazzo San Giacomo la poltrona di governatore, come fece Bassolino 18 anni fa. Da un lato i Cinque Stelle dichiarano di non essere interessati ad un accordo del genere, eppure l'aiuto decisivo per scacciare l'incubo del dissesto del Comune è arrivato proprio dai grillini, al Governo e in Parlamento. D'accordo, ma quale sarebbe la contropartita per il presidente della Camera? Questa intesa spianerebbe la strada ad una candidatura pentastellata al Comune di Napoli, ovviamente con l'appoggio di demA e di tutto ciò che ruota attorno alla galassia arancione: a quel punto per Fico il sogno di indossare la fascia tricolore sarebbe finalmente a portata di mano.

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