Nasce la Bagnoli di Floro Flores: «Contro di me accuse false e strumentali, lavoro solo per la città»

«Il modello che propongo per Bagnoli è quello che ho utilizzato per lo Zoo: dimostrare concretamente i miglioramenti ogni tre mesi». Francesco Floro Flores non sembra preoccupato dalle polemiche e dalle accuse che gli sono piovute addosso dopo la nomination a commissario per la bonifica dell'area dell'ex Italsider. «Non sono legato a schieramenti politici, non vivo per fare il commissario, non ho interessi: posso lavorare solo per l'interesse della città».

La accusano, a cominciare dal presidente della Regione, di un conflitto di interessi. Come risponde?
«Ho un rapporto di stima reciproca con De Luca, non immagino da parte sua giudizi negativi sulla mia persona e la mia professionalità. Penso che ci siano strumentalizzazioni politiche per lo scontro tra il governatore e de Magistris. Io ho collaborato a lungo con la Regione».

Sì, ma il conflitto di interessi?
«Io rispetto tutte le istituzioni, a partire da Comune, Regione, Procura, Anac. Non rappresento nessuno se non gli interessi dei napoletani, per questo il ministro Barbara Lezzi mi ha scelto».

Però è un imprenditore privato a cui verranno dati poteri enormi.
«Ma questa è un'affermazione strumentale, come commissario per Bagnoli avrò solo oneri e responsabilità. Altro che poteri enormi: dovrò coordinare una conferenza di servizi in cui siedono Comune, Regione, ministero, Anac rischiando di diventare un bersaglio».
 
Lei, tuttavia, non ha competenze specifiche nel campo delle bonifiche ambientali e delle trasformazioni urbane. Non è un problema?
«In un'azienda il manager non deve sapere, per esempio, come si toglie l'amianto da un capannone, ma portare avanti gli obiettivi e coordinare le competenze specifiche di chi sa come bonificare l'amianto. Così a Bagnoli avrò il compito di coordinare gli enti istituzionali verso gli obiettivi, avvalendomi delle migliori competenze specifiche per ogni singola area di intervento».

Cito l'obiezione di De Luca: «Bagnoli è un tale groviglio burocratico che serve un buon amministrativista piuttosto che un manager per quanto bravo».
«Infatti, proprio per il groviglio di Bagnoli è assurdo pensare che una persona abbia tutte le competenze da poter affrontare tutto da sola. Io penso che l'unica competenza indispensabile è la napoletanità intesa come amore per la città senza interessi economici o di carriera. Penso che per questa ragione il presidente della Camera Roberto Fico e il ministro Lezzi hanno pensato a me. Non sono una persona di una parte, anche per il semplice motivo che da imprenditore devo lavorare con tutti».

La sua nomina non rafforza l'alleanza elettorale tra Fico e de Magistris, tra i 5Stelle napoletani e gli arancioni, visto che oltre alle simpatie per i grillini lei è anche il datore di lavoro di Claudio de Magistris, il fratello del sindaco?
«Sono illazioni giornalistiche. Sono un tecnico che i 5Stelle hanno voluto alla Cassa depositi e prestiti. E dopo tre anni di investimenti nell'Arena Flegrea avendo bisogno di un esperto in organizzazione di eventi, marketing e comunicazione ho scelto Claudio de Magistris valorizzando una professionalità napoletana».

Non c'è dietro la sua prossima nomina un'alleanza politica?
«Io sono un imprenditore, mi occupo di software e aeronautica, ho 500 dipendenti, non ho bisogno di fare il commissario di Bagnoli per vivere e come commissario non sarò l'espressione di parti politiche ma solo degli interessi della città».

Cosa vuole fare a Bagnoli?
«Seguire il programma. Il primo punto è ascoltare i comitati e i cittadini di Bagnoli, verificare le obiezioni dei napoletani al programma. E poi puntare a realizzare gli obiettivi. Se viene confermata la nomina, già la prossima settimana avrò un incontro con Salvatore Nastasi per un passaggio di consegne».

Ripartire dai comitati e dagli abitanti del quartiere non rischia di ritardare la bonifica e la ricostruzione dell'area?
«È doveroso ascoltare i bagnolesi e non ci saranno ritardi per questo».

Il suo sogno?
«Replicare l'esperienza dello Zoo. Ho investito 2,5 milioni e abbiamo un piano di sviluppo di 20 milioni di euro per il giardino zoologico. I napoletani hanno risposto con grande calore alla riapertura della struttura ma hanno visto concretamente che ogni settimana i soldi dei biglietti reinvestiti con l'apertura di nuove aree. A Bagnoli vorrei replicare questa esperienza: velocizzare gli atti e ogni tre-sei mesi far constatare ai cittadini che qualcosa sta cambiando».

Il primo intervento?
«Abbattere il muro che separa la strada dai lidi. A Bagnoli è vietato fare il bagno a mare, ma almeno restituiamo il mare ai napoletani facendolo vedere. In un mese stilerò un cronoprogramma con le cose da fare».

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