Conte tra le macerie di Ischia: «Risorse e agevolazioni, il modello è Amatrice»

Inviato a Casamicciola

Vuole accelerare il premier. Portare il decreto sul sisma di Ischiaentro lunedì sul tavolo del Consiglio dei ministri. Senzaperdere altro tempo e mettendoci lui stesso la faccia. Colpito, emolto, che a distanza di un anno lo scenario a Casamicciola,puntellature a parte, sia rimasto lo stesso. Non a caso sullanomina del prefetto Schilardi al commissariato dell'emergenzac'è lui direttamente. Si conoscono da molti anni:«È un onore aver lavorato con lui in un vecchioprogetto giuridico», ripete. E proprio il prefetto gli avevarappresentato lo scenario ma una cosa è il racconto,un'altra è la visione diretta. Per questo ieri mattina,in poche ore, il decreto per Ischia da firmare «nei prossimigiorni» è passato al firmare «la settimanaprossima». Lunedì, quasi sicuramente. Anche se i nodisono ancora molti. «Ci sono ancora molti aspetti da studiare.Dalla rimozione delle macerie agli oneri per la ricostruzione. Daivincoli alla struttura commissariale da potenziareassolutamente», confessa il premier prima di infilarsi inauto. Specificando anche come non sia «ancora possibilequantificare le cifre necessarie per la ricostruzione». Maè molto probabile che se pure qualche cifra saràinserita nel decreto di lunedì, sarà assolutamenteprovvisoria. Certo è che con ieri si chiude la prima fase,quella dell'emergenza post sisma che è durata giàtroppo. «Ringrazio il commissario Grimaldi per quantoè stato fatto in questi mesi difficili ma ora è ilmomento di ricostruire», è il pubblico elogio diConte.

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