Covid in Campania: meno positivi, si spera nel passaggio alla zona arancione o gialla. Stretta sui controlli delle autocertificazioni

Ora la Campania confida in una riduzione delle restrizioni anti Covid, con il passaggio dall'attuale zona rossa a quella arancione o addirittura gialla. Si consolida infatti il calo della curva di incremento dei positivi, e soprattutto la riduzione dei posti letto occupati sia in terapia intensiva che nelle degenze Covid ordinarie. Oggi il rapporto tra nuovi casi e tamponi è sceso in modo significativo, al 9,3%, inferiore alla media nazionale (10%).

Sul versante sanitario è attesa per domani l'apertura dei reparti di specializzazione del nuovo Covid hospital San Giovanni Bosco, un presidio dedicato ai pazienti colpiti dal coronavirus ma che hanno anche altre patologie di rilievo. Ci saranno otto posti di ortopedia, 15 di chirurgia generale, vascolare e neurochirurgica, 12 di cardiologia, di cui quattro di terapia intensiva coronarica, e quattro di terapia intensiva. «L'apertura di questi posti - sottolinea il direttore generale della Asl Napoli 1, Ciro Verdoliva - comporta certamente un alleggerimento degli altri ospedali e anche un abbattimento maggiore del rischio di contagio per i pazienti, che diversamente sarebbero stati trattati, anche se con i percorsi dedicati, in ambiente promiscuo».

La prefettura di Napoli ha diffuso oggi il bilancio delle verifiche anticovid. Dal 15 novembre ad oggi, sono state controllate 78.470 persone con 2.209 tra sanzioni e denunce. Nel settore commerciale, i controlli hanno riguardato 6.110 attività, con la sospensione/chiusura di 32 e la sanzione e/o denuncia di 103 titolari. Oggi il prefetto Marco Valentini ha riunito il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, che ha deciso un nuovo assetto dei dispositivi di vigilanza sul territorio. Si prevedono mirati controlli delle autocertificazioni presso porti, aeroporti, stazioni ferroviarie e autostrade; l'impiego di strumenti tecnologici per prevenire assembramenti, soprattutto nei luoghi cittadini maggiormente frequentati; l'incremento dei controlli di prossimità con pattuglie a piedi nei centri storici delle città. Il Comitato si rivolge infine ai sindaci dei comuni dell'area metropolitana perché «valutino la disciplina del traffico pedonale nelle aree di maggiore affluenza, e assicurino adeguati controlli attraverso le polizie locali al rispetto delle misure e dei distanziamenti previsti negli esercizi e nei centri commerciali».

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