Ctp, muro contro muro: niente paga? Bus fermi

Bus fermi nei depositi di Arzano, Pozzuoli e Teverola della Ctp con la conseguente paralisi del trasporto pubblico nella provincia di Napoli e in parte in quella di Caserta. Pendolari e studenti hanno atteso invano ieri alle fermate senza vedere il passaggio di un solo autobus. Il motivo dello stop è la mancata corresponsione dello stipendio di agosto, prevista per il giorno 27 del mese scorso, slittata al 10 settembre e poi ancora rinviata.
 
Un tentativo di mediazione in Prefettura, ieri mattina, è fallito. Così è scoppiata la protesta dei lavoratori: circa duecento hanno bloccato sia l'ingresso dell'Asse Mediano nella zona tra Arzano e Casoria e hanno effettuato un presidio fino alle 13 davanti alla sede della Ctp. Quello messo in atto, finora, dagli autisti non è uno sciopero: non si esce dai depositi certificando che il veicolo non viene ritenuto idoneo e sicuro dal lavoratore per poter entrare in servizio. Ma adesso, come annunciato i sindacati in una nota, verrà dichiarato ufficialente lo stato di agitazione e si programmeranno azioni di protesta.

«Servizio completamente fermo e lavoratori senza stipendio - denunciano le segreterie regionali della Campania di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti - l'allarme, lanciato mesi fa, è stato ignorato dalla Città Metropolitana, proprietaria dell'azienda. L'altro ieri abbiamo dovuto registrare in tarda serata un comunicato con il quale si informava che per il pagamento delle retribuzioni di agosto, nessuna soluzione è stata trovata. Nello stesso comunicato si informa che la Ctp provvederà a versare nei prossimi giorni ai dipendenti solamente una quota relativa agli stipendi in questione. Quanto sta accadendo è grave e inaccettabile. Nel corso della riunione avuta in Prefettura, abbiamo stigmatizzato l'assenza di Città Metropolitana. E non avendo avuto garanzie e risposte certe alla vertenza, abbiamo chiuso negativamente la seconda fase della procedura di conciliazione alla quale seguirà la proclamazione della prima azione di sciopero congiuntamente ad altra azioni di protesta».

Sulla questione interviene con fermezza da piazza Matteotti l'ex Provincia di Napoli. «Città metropolitana non ha debiti con la Ctp - dichiara il direttore generale Giuseppe Cozzolino - tutte le fatture sono state liquidate puntualmente. Gli stipendi di agosto a causa della carenza di liquidità dell'azienda dovevano essere corrisposti ai lavoratori tramite il pagamento dei chilometri realizzati nello stesso mese. Noi eravamo pronti a liquidare quanto realizzato ad agosto ma il durc (documento di regolarità contributiva) di Ctp risulta ad oggi non in regola. Una volta sanata la posizione contributiva, Città Metropolitana procederà al pagamento dei chilometri di agosto a cui sarà sottratta la cifra dovuta per effetto di un pignoramento che ha interessato l'azienda di trasporto pubblico. Il sindaco metropolitano prevede di risolvere definitivamente la crisi di Ctp tramite l'approvazione del nuovo piano industriale che vede Arriva nostro partner».

In tutto questo a rimetterci sono i pendolari che quotidianamente usufruiscono del servizio dell'azienda e che per tutta la giornata di ieri sono rimasti appiedati. «Da anni la nostra associazione sostiene la necessità di applicare quanto previsto e cioè indire gare per affidare il servizio a gestione di terzi, che non è privatizzare, ma semplicemente scindere il rapporto tra Ente affidante e l'affidatario - dice Antonio Di Gennaro, responsabile di Assoutenti Napoli -, che ha la gestione avendo emesso regolare capitolato di gara almeno a livello di Città Metropolitana. Si chiede al governo immediato commissariamento di Ctp, rendendo funzionale il servizio per attuare al più presto quanto previsto».

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