«Curiamo gli Incurabili», in Rete un hashtag e un video di speranza

Il Museo delle Arti Sanitarie e Farmacia Storica degli Incurabili ha lanciato sui social l'hashtag #CuriamoGliIncurabili. Il complesso degli Incurabili è stato oggetto...

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Il Museo delle Arti Sanitarie e Farmacia Storica degli Incurabili ha lanciato sui social l'hashtag #CuriamoGliIncurabili. Il complesso degli Incurabili è stato oggetto in questo periodo di crolli per cedimento strutturale causato da abusivismo sottostante e ha bisogno di cure, per sperare in una riapertura.

Oltre alle testimonianze artistiche nella chiesa di Santa Maria del Popolo, vanno messi al sicuro i preziosi manufatti conservati nella settecentesca farmacia. Nella scaffalatura in noce, 427 vasi in maiolica con le stesse cromie del pavimento, tutto realizzato dai fratelli Giuseppe e Donato Massa, i più grandi "maestri riggiolari" napoletani, gli artefici del bellissimo Chiostro delle Clarisse di Santa Chiara, chiamati a ripetersi per l'antica spezieria, che doveva essere bellissima, per rappresentare il prestigio di un antico ospedale di eccellenza nell'Europa del Settecento. Nessuna ricostruzione o assemblaggio museale. Si tratta di un luogo rimasto identico a come è nato, sopravvissuto integro, così come fu pensato. Bisogna dunque salvare una delle più importanti testimonianze del tardo-barocco di Napoli (insieme alla Cappella San Severo), e preservarne la continuità storica nella Napoli del futuro. A sostegno dell'hashtag è stato lanciato un video con Pino Aprile, Patrizio Rispo, Gennaro Rispoli, Angelo Forgione e Gennaro De Crescenzo. 

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su Il Mattino
Il Museo delle Arti Sanitarie e Farmacia Storica degli Incurabili ha lanciato sui social l'hashtag #CuriamoGliIncurabili. Il complesso degli Incurabili è stato oggetto in questo periodo di crolli per cedimento strutturale causato da abusivismo sottostante e ha bisogno di cure, per sperare in una riapertura.

Oltre alle testimonianze artistiche nella chiesa di Santa Maria del Popolo, vanno messi al sicuro i preziosi manufatti conservati nella settecentesca farmacia. Nella scaffalatura in noce, 427 vasi in maiolica con le stesse cromie del pavimento, tutto realizzato dai fratelli Giuseppe e Donato Massa, i più grandi "maestri riggiolari" napoletani, gli artefici del bellissimo Chiostro delle Clarisse di Santa Chiara, chiamati a ripetersi per l'antica spezieria, che doveva essere bellissima, per rappresentare il prestigio di un antico ospedale di eccellenza nell'Europa del Settecento. Nessuna ricostruzione o assemblaggio museale. Si tratta di un luogo rimasto identico a come è nato, sopravvissuto integro, così come fu pensato. Bisogna dunque salvare una delle più importanti testimonianze del tardo-barocco di Napoli (insieme alla Cappella San Severo), e preservarne la continuità storica nella Napoli del futuro. A sostegno dell'hashtag è stato lanciato un video con Pino Aprile, Patrizio Rispo, Gennaro Rispoli, Angelo Forgione e Gennaro De Crescenzo. 

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