Ischia, il commissario Legnini presenta il conto: «Stop ai mutui ma serve personale»

E De Luca tuona: «Il commissario aveva i poteri del sindaco e del consiglio comunale per decidere tutto»

La conferenza stampa al Coc dell'Unità di Crisi capeggiata dal commissario per l'emergenza Casamicciola Giovanni Legnini
Il «doppio» commissario di Casamicciola, Giovanni Legnini, ieri in audizione alla commissione Bilancio della Camera dei Deputati per illustrare il piano della...

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Il «doppio» commissario di Casamicciola, Giovanni Legnini, ieri in audizione alla commissione Bilancio della Camera dei Deputati per illustrare il piano della ricostruzione post-terremoto ha spiegato come la frana abbia cambiato - sovrapponendo il disastro idrogeologico ai danni del terremot - completamente il quadro della ricostruzione. Cominciando dall’insufficienti risorse per il contenimento idrogeoloigco che già contavano su 180 milioni di euro.

Legnini ha ringraziato governo e Parlamento per l’attenzione ai temi della ricostruzione e ha presentato un primo elenco di richieste per continuare appunto la ricostruzione - che fino al 26 novembre «aveva subito un importante accelerazione - e innestere gli interventi per la bonifica post frana. 

Una norma che consenta al Commissario per la ricostruzione post sisma di anticipare l’Iva sul contributo di ricostruzione concesso per gli immobili produttivi, la possibilità di utilizzare il Fondo di solidarietà per compensare integralmente gli interessi sui mutui sospesi relativi agli immobili inagibili, meccanismi per favorire la stabilizzazione del personale addetto alla ricostruzione, maggiori stanziamenti per la ricostruzione di Ischia, tenendo conto anche dei danni causati dal dissesto idrogeologico. Sono queste, in estrema sintesi, le richieste avanzate oggi al Parlamento dal Commissario alla ricostruzione dei territori colpiti dal sisma 2016 e dell’isola d’Ischia, Giovanni Legnini. Il Commissario, da qualche giorno delegato anche per l’emergenza causata dalla frana, ha posto le sue richieste per il 2023 nel corso dell’audizione (da remoto in collegamento da Casamicciola) alla Commissione Bilancio della Camera. «Ringrazio - ha detto Legnini - il governo per la sensibilità e l’attenzione dimostrata verso le ricostruzioni post sisma con l’inserimento già nel testo di base del provvedimento di tutte le norme necessarie per assicurare la prosecuzione e l’accelerazione di questi processi. Con poche modifiche, gran parte delle quali senza costi per il bilancio, il Parlamento – ha detto Legnini - può ulteriormente perfezionare il pacchetto di misure ed agevolare un’ulteriore accelerazione della ricostruzione». 

Se Legnini propone, il governatore Vincenzo De Luca invece attacca. L’obiettivo è il viceprefetto Simonetta Calcaterra, dallo scorso giugno commisario prefettizio a Casamicciola dopo la caduta della Giunta ischitana. «Sulla tragedia - ha detto il presidente della Camapania - nessuno ha trovato l’interlocutore giusto, che era il commissario di Governo del Comune di Casamicciola. Il commissario ha i poteri del sindaco e del Consiglio comunale insieme, quindi poteva decidere tutto, e Casamicciola non aveva un piano di protezione civile. Quindi la domanda andava fatta al commissario: perché in 6-7 mesi non hai varato il piano di protezione civile?». L’accusa del presidente di Regione è che il viceprefetto non abbia provveduto ad aggiornare un piano di protezione civile. Un dato, tra l’altro, che aveva già evidenziato la funzionaria della Protezione civile regionale, Claudia Campobasso, nel corso di una conferenza stampa svolta a Casamicciola proprio insieme a Calcaterra. Resta la tensione con il viceprefetto dopo che già De Luca ne aveva bloccato la nomina del Governo come commissario straordinario all’emergenza, favorendo e facendo poi cadere la scelta su Giovanni Legnini. 

Ne ha per tutti De Luca, non solo verso Calcaterra. «Non c’è stata nessuna domanda - ha detto il governatore nella sua diretta Facebook - né al commissario di governo né a quello che aveva mandato il fax», riferendosi all’ex sindaco di Casamicciola dei primi anni ‘90, Giuseppe Conte, che ha denunciato di aver inviato una pec quattro giorni prima della frana (e altre 22 volte prima) segnalando i pericoli di valanghe in caso di pioggia. «Provate a ricostruire la scena - ha detto il presidente - negli uffici del Comune arrivano centinaia di fax e segnalazioni che poi arrivano al protocollo che le invia alle direzioni competenti. Ho appreso anche io dai giornali che quel territorio al di sotto della montagna erano in zona bianca, edificabile. La domanda che andava fatta era: e tu perché dieci anni fa non hai fatto la classificazione del territorio e deciso quale era la zona edificabile e quale con vincolo?». Non sono stati quelli contro Calcaterra e l’ex sindaco di Casamicciola, gli unici affondi di De Luca. Il governatore è voluto infatti ritornare sulla vicenda degli abusi edilizi, problema certamente non secondario nel dramma avvenuto a Ischia e anche in tante altre zone d’Italia. «Abbiamo - ha detto De Luca - non so quante centinaia di migliaia di alloggi abusivi in Italia: qualcuno è in grado di demolirli? Nessuno. Perché i sindaci non hanno demolito? Per fare una demolizione o di una palazzina ci vogliono da 200mila a 1 milione di euro, non sai neanche dove diavolo portare il materiale di risulta, ma soprattutto devi trovare i soldi, perché anche se fai l’ingiunzione al privato a demolire quello non demolisce». La volontà del governatore è cercare di spiegare il fenomeno che si cela dietro i mancati abbattimenti. «C’è poi un problema sociale - ha proseguito De Luca - perché la famiglia abusiva il più delle volte ha bambini o persone anziane, quindi c’è il problema sociale di dove si mandano le famiglie. Poi ci sono i ricorsi al Tar e di fronte ai problemi sociali il più delle volte il Tar concede la sospensiva. Questa è l’Italia reale. Non si farà niente».

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