Ex voto, ecco il museo delle settemila storie al Santuario di Madonna dell'Arco

Sono più di settemila gli ex voto custoditi dai domenicanidel Santuario di Madonna dell'Arco: alle 19 di domani ilVescovo Ausiliare di Napoli, monsignor Lucio Lemmo, e il rettorepadre Alessio Romano, inaugureranno la nuova sede del museo checontiene la più grande collezione al mondo, tra tavolettevotive e oggetti che simboleggiano grazie ricevute. Nei locali daisoffitti affrescati nel chiostro del convento ogni prezioso oggettoha trovato il suo posto grazie all'allestimento curato dallostesso padre Alessio con Antonio Del Giudice e Salvatore DiGuida.

Tutti i «tesori» raccontano una storia fatta diquotidianità, di preghiera e di fede. A cominciare dalletavolette votive - la più antica risale al 1499 - che daqualche anno si contendono importanti musei di tutta Europa. Alcunesono state esposte di recente in importanti rassegne a Cambridge eMarsiglia. Raccontano qualcosa di bello, i prodigi avvenuti, leguarigioni da una malattia, la salvezza da un incidente, la mortescampata, la forza di uscire da una vita fatta di errori.C'è la tavoletta che raffigura un uomo sottoposto alsupplizio dello strappo della fune in un tribunale del 1500, quellache evoca l'epidemia di peste del 600, una risalente al 1700con drammatiche scene di un'eruzione del Vesuvio, altre diguarigioni e prodigi. Tavolette che si ritrovano pure sulle paretidel Santuario, espressione dell'arte popolare di oltre quattrosecoli, spesso ingenue e quasi naif, ma preziosissime cometestimonianza di fede e antropologica. Ci sono le siringhe di chiha abbandonato la droga, la promessa vergata con calligrafiaincerta su un dollaro un tempo usato per tirare la cocaina, icoltelli e le pistole di chi ha ucciso, rubato, ferito. Gli oggettidi chi è uscito indenne dalla guerra, dai campi diconcentramento «per intercessione» della Madonnadell'Arco.

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