Incendio sul monte Faito: ecco chi è il piromane

VICO EQUENSE - Ha 60 anni, pensionato, vive nella frazione di Moiano, ha moglie e due figli, trascorre le sue giornate aiutando il fratello che è titolare di una salumeria...

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VICO EQUENSE - Ha 60 anni, pensionato, vive nella frazione di Moiano, ha moglie e due figli, trascorre le sue giornate aiutando il fratello che è titolare di una salumeria nel borgo montano. È l'identikit del piromane che ha causato il devastante incendio di Ferragosto, che sta ancora distruggendo Monte Faito. Adesso si trova nel carcere di Poggioreale, gravemente indiziato di aver causato un incendio boschivo esteso con danni persistenti all’ambiente. È stato arrestato ieri dai carabinieri della stazione di Vico Equense in esecuzione di un decreto di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Sconvolti gli abitanti della zona. 

 

«È uno di noi, non riesco a crederci. Perchè danneggiare la montagna, che è la nostra vita?» commenta Danilo Somma, titolare dell'hotel Sant'Angelo. «Ogni mattina da Moiano si reca a Faito facendo il giro delle attività commerciali per consegnare le bibite, ordinate presso il negozio del fratello - continua - Le porta anche qui, presso la mia struttura». Ad incastrarlo sono state le telecamere che hanno registrato i suoi movimenti durante la mattina del 15 agosto. Il fermato, identificato sin dalle prime ore, in un primo momento ha negato le responsabilità fornendo un alibi, ma grazie all’accurata ricostruzione dei carabinieri svolta attraverso testimonianze e immagini del sistema di video sorveglianza comunale, il presunto autore ha poi ammesso di essere il responsabile dei fatti. «Non so perché l’ho fatto, ho preso i fiammiferi e ho dato fuoco» ha detto agli investigatori. 


In pratica il 60enne, all’alba della mattina di Ferragosto, avrebbe raggiunto la località «Conca» del Monte Faito e avrebbe incendiato il bosco. Nella sua versione dei fatti ha parlato di fiammiferi, ma la ricostruzione ad opera degli inquirenti fa pensare a una dinamica diversa. Sulla sua Ape car sono state trovate bottiglie sporche di benzina. Probabilmente ha, dunque, cosparso di benzina l'area per poi darle fuoco. «È sempre stata una persona strana, abbastanza chiusa. Mai, però, avremmo immaginato potesse arrivare a tanto» commentano molti residenti della frazione di Moiano. Leggi l'articolo completo su
Il Mattino