Ischia, il decreto post-terremoto linea dura sugli abusi edilizi

Il nodo, quello degli abusi edilizi, rimane. E peserà suldecreto per la ricostruzione di Ischia che, quasi sicuramente, ilpremier Giuseppe Conte porterà oggi in Consiglio deiMinistri. A più di un anno dal sisma che sconvolsel'isola il 21 agosto del 2017. Un'accelerata voluta dalcapo del governo dopo la visita di giovedì quando siè reso conto di come lo scenario del sisma sia rimastopraticamente, macerie comprese, cristallizzato a 12 mesi fa.

La bozza del testo, che Il Mattino ha letto in anteprima, ricalcapiù o meno lo stesso del sisma di Amatrice. A partire da chipuò usufruire dei contributi (il 100 per cento dei costi)per ricostruire i manufatti distrutti sino alle agevolazionifiscali con il blocco dei pagamenti (comprese eventuali cartelleesattoriali oltre a oneri previdenziali e assicurativi per leaziende) sino al 31 dicembre del 2020. Per favorire la ripresaproduttiva, poi, è previsto (ma la somma non è stataancora decisa) un contributo sia per i professionisti autonomi, siaper le imprese «a condizione che abbiano registrato, nei seimesi successivi agli eventi sismici, una riduzione del fatturatoannuo in misura non inferiore al 30 per cento rispetto a quellocalcolato sulla media del medesimo periodo del triennioprecedente».

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