Ischia, la protesta: «Rotte troppo vicini ai lidi, bambini e anziani sballottati dalle onde»

Ischia, la protesta: «Rotte troppo vicini ai lidi, bambini e anziani sballottati dalle onde»
Un arenile ridotto al lumicino e quelle onde anomale, che sballottano in malo modo bambini e anziani. Caldo asfissiante a parte, la giornata dei bagnanti al lido d’Ischia...

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Un arenile ridotto al lumicino e quelle onde anomale, che sballottano in malo modo bambini e anziani. Caldo asfissiante a parte, la giornata dei bagnanti al lido d’Ischia trascorre interamente fra il contendersi un fazzoletto di sabbia ed il moto ondoso causato dal costante passaggio di aliscafi, navi ed imbarcazioni da diporto. E fino a qualche anno prima, il fenomeno era aggravato dai veri e propri tsunami causati dal transito pressochè giornaliero delle grandi navi da crociera. Onde alte anche un metro, si abbattevano sul lido, travolgendo sedie, tavolini e asciugamani. Con il divieto ministeriale al transito delle grandi navi, il fenomeno si è ridimensionato, ma in ogni caso non più di tanto in questo braccio di mare compreso fra il lido ed il castello aragonese, all’interno del quale si incrociano praticamente tutte le rotte commerciali e private. All’oramai storico ed irrisolto – la Regione non ha mai attuato piani di ripascimento – problema dell’erosione dell’arenile tanto caro ad Antonio “Toto’” De Curtis quando veniva in vacanza a Ischia, si sono man mano aggiunte le turbolenze causate dall’elevato traffico di natanti.




Tante le proteste. Non ultima quella di una nonna in vacanza con il nipotino, che ha affidato le sue impressioni ai social network. “Sono una nonna in vacanza ad Ischia porto con il nipotino di sei anni. Andiamo al mare al lido dove la situazione è ormai insostenibile. Ogni giorno – si legge nel posto della signora, pubblicato su facebook – al passaggio di traghetti e aliscafi sulla spiaggia già esigua, arrivano onde alte e violente che buttano a gambe all'aria bambini e anziani, e provocano anche stato di tensione e disagio in tutti perché si passa il tempo a controllare le navi che entrano ed escono dal porto. Non parliamo poi del fine settimana quando oltre i traghetti si aggiungono i diportisti della domenica che sfrecciano a pochi metri dalla costa come se fossero un una gara”. La turista chiede pertanto che le autorità competenti, ovvero la Guardia Costiera, intervengano a fare qualcosa per limitare i disagi di questo non tanto nuovo problema.
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Il Mattino