Napoli, al party dello scandalo anche medici in malattia

Napoli, al party dello scandalo anche medici in malattia
Reparto chiuso di notte all’Ospedale del Mare: dopo la sospensione scatta la definitiva revoca dell’incarico per Francesco Pignatelli, a questo punto ex primario della...

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Reparto chiuso di notte all’Ospedale del Mare: dopo la sospensione scatta la definitiva revoca dell’incarico per Francesco Pignatelli, a questo punto ex primario della Chirurgia vascolare del nosocomio. La decisione è assunta per delibera dal direttore generale della Asl Napoli 1 Mario Forlenza, sulla scorta delle conclusioni dell’inchiesta interna e dei risultati dell’indagine del Servizio ispettivo centrale della Asl Napoli 1 e del gruppo di lavoro istituito dal direttore sanitario Giuseppe Russo. Atti trasmessi, ieri, al ministro della Salute Giulia Grillo. Il provvedimento è stato motivato «per i gravi fatti di cui lo stesso si è reso responsabile, che hanno leso irrimediabilmente il rapporto fiduciario». Sulla scia del provvedimento sono state inoltre avviate le procedure disciplinari sia per Pignatelli, sia per altri operatori sanitari tra cui il caposala. 


Intanto delle varie indagini trapelano dettagli che, se confermati, complicherebbero la posizione, già difficile, del chirurgo. Pignatelli avrebbe avuto, infatti, durante il fine settimana, le risorse di personale sufficienti per garantire l’apertura del reparto ma alcune unità, mediche e infermieristiche, risultavano in ferie e in malattia ma alcuni sarebbero stati fotografati alla festa e le immagini acquisite dagli inquirenti. Da ciò sarebbe stata aperta una nuova procedura su un nuovo filone d’indagine e gli atti acquisiti ancora ieri dai carabinieri del Nas. Resta da capire se, nella filiera di comando, saranno individuate ulteriori responsabilità anche tra i dirigenti della Asl per carenza di vigilanza laddove il ministro Grillo ha detto a chiare lettere che non sarà accettato lo scaricabarile.
 
Nella delibera il manager ricostruisce la vicenda: della chiusura del reparto e del party del primario il manager ha avuto notizia la mattina di domenica 8 luglio, prima dal direttore sanitario e poi dal consigliere Borrelli. Il direttore sanitario Giuseppe Russo già sabato mattina aveva avviato un’indagine interna al plesso per appurare i fatti. Stesso la domenica Forlenza aveva sospeso Pignatelli e allertato l’ufficio ispettivo convocando il primario l’indomani senza che questi avesse risposto a messaggi e telefonate. Nel faccia a faccia del giorno dopo tra manager e primario la difesa del medico con il racconto della difficoltà di copertura dei turni infermieristici da cui la decisione di appoggiare quattro pazienti in Chirurgia generale assicurando una doppia reperibilità notturna. «Ritengo che l’unico errore che mi possa essere ascritto - diceva in quell’occasione Pignatelli - sia non aver avvisato, e formalizzato per iscritto, la Direzione sanitaria». Negata, invece, la presenza di catene al reparto. Riguardo al malato con aneurisma visitato la mattina di venerdì in ambulatorio e poi giunto e operato al San Giovanni Bosco Pignatelli avverte di non sapere nulla.


Cosa emerge dalle indagini? Quella notte il personale infermieristico era posto fuori turno, in ferie o in malattia e nessuno risultava in servizio. La documentazione relativa al trasferimento dei pazienti e al loro ritorno in reparto la mattina dopo esiste solo in formato cartaceo. Non v’è traccia invece nella cartella informatizzata. I fogli della terapia che descrivono il giro letti effettuato dagli infermieri dell’altro reparto di Chirurgia, nella notte tra il 6 e 7 luglio, sono compilati in maniera poco adeguata. L’episodio è dunque «inquadrabile come evento avverso di particolare gravità, potenzialmente evitabile, che può comportare morte o grave danno al paziente e che determina una perdita di fiducia dei cittadini nei confronti del servizio sanitario, senza aver comportato danni per i pazienti trasferiti», concludono gli ispettori. Dopo la revoca di Pignatelli (arrivato secondo al concorso per primario perché il vincitore Carlo Ruotolo aveva preferito restare al Cardarelli) la Asl provvederà a scorrere la graduatoria e ad assegnare l’incarico al terzo classificato Gennaro Vigliotti. Leggi l'articolo completo su
Il Mattino