Bagnoli, nuovo rinvio: l'Avvocatura studia la nomina di Floro Flores

Se ne riparlerà la prossima settimana per la nomina del commissario di Bagnoli. Anche nel Consiglio dei ministri di ieri c'è stata la fumata nera. Francesco Floro Flores, l'imprenditore napoletano commissario in pectore, dovrà aspettare ancora qualche giorno prima di insediarsi. Non sembrano esserci alternative a lui almeno a oggi. Il tema è politico, le divisioni soprattutto nel M5S frenano la nomina e anche il no del governatore Vincenzo De Luca che ha gridato al conflitto di interessi qualche peso lo ha avuto.
 
Tecnicamente il commissario straordinario vine nominato dal presidente del Consiglio ascoltato appunto il presidente della Regione, nella sostanza non è necessario che la stessa nomina passi per il Consiglio dei ministri anche se è consuetudine che ciò accada. Chiarito l'aspetto tecnico, la posizione di Floro Flores al momento è al vaglio dell'Avvocatura dello Stato, i famosi «approfondimenti» altro non sono che la verifica della posizione dell'imprenditore se ha tutte le carte in regola per occupare un ruolo molto importante. In questo senso anche il presunto conflitto di interessi invocato da De Luca - Floro Flores gestisce lo Zoo e l'Arena Flegrea e sta in Cassa depositi e prestiti, tre posizioni che in qualche modo potranno avere a che fare con il futuro di Bagnoli - è all'attenzione dell'Avvocatura dello Stato. Un iter già avviato il cui esito dovrebbe arrivare a breve, al massimo la prossima settimana. Tuttavia quello ancora in carica, Salvo Nastasi, scade il 18 ottobre. E un ruolo così importante non può restare certo vacante.

Si diceva di qualche scricchiolio sul nome di Floro Flores nei grillini sponda napoletana. Indicato dal presidente della Camera Roberto Fico e molto gradito al sindaco Luigi de Magistris, l'imprenditore napoletano deve fare i conti con i dubbi messi in piazza soprattutto dall'ala del M5S vicina al vicepremier Luigi Di Maio. Il quale proprio da Napoli - a inizio settimana - si è espresso così: «Sulla nomina del commissario per Bagnoli non c'è nessun asse con il sindaco de Magistris». E ancora: «Il ministro Lezzi ha individuato una persona tra quelle che vogliono bene a Napoli ed è chiaro che se ci fossero conflitti di interesse non sarebbe possibile neanche la nomina. Siamo sereni sul fatto che Bagnoli meriti di risorgere dopo tanti anni di abbandono e di rinvii e per farlo abbiamo bisogno di persone che vogliono bene a Napoli. E questo è il requisito principale insieme alla grande competenza di Floro Flores». «Nel cda di Cassa Depositi e Prestiti - aggiunge - è stato nominato da questo governo e rappresenta l'interesse di questo Governo a risolvere il problema di Bagnoli». Insomma, un messaggio chiaro quello del vicepremier ai suoi e infatti le polemiche sono molto più soft. Con Floro Flores che si sente sempre più vicino all'incarico tanto che sta già studiano il caso Bagnoli, dossier infinito.

La figura del commissario straordinario per Bagnoli è di grande spessore - nella sostanza - è un incarico pesante e concreto. «Al commissario - si legge nel famoso sblocca-Italia all'articolo 33 - sono attribuiti compiti di coordinamento degli interventi infrastrutturali d'interesse statale con quelli privati da effettuare». La bonifica su tutto, è il cuore della nuova Bagnoli, incluso il dibattutissimo tema della rimozione della colmata a mare che finalmente almeno sulla carta è realtà. Nastasi, al riguardo, si è mosso ottenendo anche l'arretramento di Città della Scienza per ricostruire la linea di costa originaria e restituirla ai napoletani e alla balneabilità. Il dirimpettaio del commissario è il Soggetto attuatore, vale a dire Invitalia, alla quale sono stati trasferiti i suoli di Bagnoli e che ha il compito di realizzare la rigenerazione urbana. Tutti i soggetti, inclusi gli enti territoriali, sono all'interno della cabina di regia - generalmente retta dal ministro competente - che è il luogo dove si assumono tutte le determinazioni.

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