Rampe del porto, partono i lavori: Napoli a rischio caos

In arrivo lavori di restyling sulle rampe dell'autostrada A3 di via Marina e del Porto di Napoli. Nei prossimi mesi, Autostrade Meridionali interverrà sui viadotti attraversati ogni giorno da migliaia di tir e di auto provenienti dall'area est e dai comuni vesuviani. I lavori, già programmati prima del crollo del ponte di Genova, avverranno soprattutto di notte, con la chiusura di singole rampe e di via Marina, a seconda dell'occorrenza. Immaginabili nuovi disagi sul traffico. Ieri, intanto, a Napoli c'erano gli ispettori del ministero dei Trasporti per un sopralluogo sulle autostrade A1 e A3. Contemporaneamente, in commissione comunale Lavori Pubblici, presieduta da Nino Simeone, è stato fatto lo stato dell'arte di tutte le infrastrutture gestite da Autostrade Meridionali, Tangenziale di Napoli e Comune. Palazzo San Giacomo ha chiesto 23 milioni di euro al ministero per mettere in sicurezza ponti, gallerie, sottopassi e viadotti di Napoli. Soldi necessari per interventi di manutenzione straordinaria, ma anche per studi di monitoraggio e ispezioni con strumenti sofisticati, come vibrometri, accelerometri e rilievi con i droni. Le schede con gli interventi sono state inviate al Provveditorato alle Opere Pubbliche il 30 agosto, come chiesto dal ministro Toninelli a tutti i Comuni, dopo il crollo del ponte Morandi.
 
«Sulle strutture dell'A1 e dell'A3 a Napoli non ci sono criticità - spiega Giulio Barrel, ad di Autostrade Meridionali - Effettuiamo verifiche cicliche con sopralluoghi trimestrali e annuali. Investiamo circa 10 milioni l'anno per le manutenzioni». Nei prossimi mesi ci saranno due interventi: sulle Rampe del Porto e di via Marina (strutture realizzate negli anni '70) che interesseranno anche la viabilità su via Reggia di Portici e via Ponte dei Granili. Si tratta di interventi conservativi di manutenzione ordinaria (disgaggi e ripristini di calcestruzzo), pianificati per il 2019, sul tavolo già da luglio: riguarderanno soprattutto i piloni inferiori, con disagi in particolare sotto le rampe, tra via Marina e corso San Giovanni.

«L'attività di monitoraggio sulla Tangenziale non evidenzia problemi statici» assicura l'ingegner Riccardo Rigacci, ad di Tangenziale di Napoli. Per tenere sicura la rete si spendono circa 300mila euro a km all'anno, con controlli trimestrali e annuali, anche con l'ausilio di georadar. In cantiere, poi, c'è il nuovo piano acustico, che aspetta l'ok del ministero dell'Ambiente. Tra gli ultimi interventi di adeguamento sismico e rinforzo, quello sul viadotto di Capodichino, mentre è da ultimare quello sul viadotto Sant'Antonio.

I 23 milioni chiesti per i ponti rientrano in un piano da 250 milioni che include anche acquedotti, fogne, difesa idrogeologica e sicurezza abitativa, nonché le esigenze delle Municipalità. «Stiamo effettuando ispezioni mensili e settimanali - hanno spiegato i tecnici comunali - Sui ponti non sono state rilevate situazioni di pericolo. Sul ponte della Sanità ad agosto sono state riscontrate infiltrazioni: sarà ristrutturato nell'ambito del bando regionale per via Santa Teresa degli Scalzi. Mentre il restyling del ponte di vico Sant'Antonio ai Monti, che non ha problemi strutturali, rientrerà nei lavori al corso Vittorio Emanuele. Registrati ammaloramenti sul ponte di via Pigna-via Camaldolilli, sarà ristrutturato, ma non è a rischio la tenuta statica. Sulla ex 162 Dir sono in corso verifiche nella zona Macello. La foto virale sui social che ritrae un dislivello inferiore tra via Gorizia e via Aquileia è una fake news, si tratta di un cambio di sezione strutturale tra due tratti del viadotto. È previsto per fine settembre il passaggio della gestione dell'ex 162 Dir (da corso Malta alla 168 Dir) dal Comune all'Anas. Nessun problema statico per il ponte San Rocco, ridotto a una sola corsia da venerdì a causa di una perdita fognaria già riparata. Si attende il ripristino. Il viadotto di via delle Repubbliche Marinare sarà abbattuto per metà ottobre, c'è il progetto esecutivo. Manca il piano traffico.

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