Napoli, una colletta per il Monacone dopo il furto choc

Sulla statua di San Vincenzo nella basilica di Santa Maria della Sanità campeggia ancora il drappo viola. Dopo il furto del libro e del giglio dalla statua del Santo, il quartiere resta attonito. Intorno alla «chiesa del Monacone» si respira un'aria pesante e molti sono i quesiti rimasti irrisolti. I carabinieri intanto proseguono le indagini allargando le maglie delle ricerche e ipotizzano un furto su commissione. I fedeli sperano invece in un passo indietro dell'autore del gesto.

Nel pomeriggio di ieri intorno alla basilica non si parlava d'altro. C'è chi punta il dito contro qualche cane sciolto: tra le ipotesi quella del lupo solitario, un tossicodipendente, che abbia potuto agire in maniera del tutto isolata. Il malvivente si sarebbe nascosto all'interno della chiesa, approfittando di una folta presenza di fedeli durante la messa dedicata ai defunti. Avrebbe poi agito di notte, aperto la teca protettiva della statua del santo e rubato il libro e il giglio d'argento. Sarebbe poi scappato via forzando una porta laterale poco utilizzata. I fedeli hanno reagito con rabbia, ma c'è chi spera che il ladro ci ripensi e torni in chiesa a restituire la refurtiva. La pensa così anche padre Loffredo, che avrebbe confidato ad alcuni fedeli di essere fiducioso e convinto che presto il libro e il giglio verranno riportati in sacrestia.
 
Proseguono intanto le indagini delle forze dell'ordine. Nelle ultime ore si sta facendo strada l'ipotesi del furto su commissione. I carabinieri indagano su rigattieri e antiquari della zona e del centro storico. L'altra pista è quella che porterebbe all'azione di un singolo. Padre Loffredo ostenta sicurezza su una possibile risoluzione del misfatto interpretando il sentimento di tutto il quartiere, ancora sotto choc. In caso contrario si pensa già a come riacquistare una copia degli oggetti trafugati, magari attraverso una raccolta di offerte dei fedeli e dell'intero rione Sanità. Alcuni residenti, nel bar di fronte la basilica, parlano animatamente dell'accaduto: «Ma come si fa a rubare in una chiesa? Neanche se sei un poveraccio e non hai i soldi per mangiare fai una cosa del genere» sostengono a gran voce.

«L'ho saputo quasi in tempo record, ma rispettando anche la volontà del parroco si è cercato di non dare troppo clamore al fatto, sperando si potesse risolvere a stretto giro». Il presidente della Terza Municipalità, Ivo Poggiani, ha raccolto diverse voci del quartiere e spera di poter derubricare l'accaduto come «una ragazzata». «Questa è la mia speranza. In fondo sulla statua ci sono altri oggetti, non solo quei due che sono stati rubati. Allora verrebbe da chiedersi perché il libro e il giglio sì e gli altri oggetti no? Probabile che possa essere un gesto di qualche singolo. Fatto sta che il quartiere è rimasto molto amareggiato dal fatto. Per San Vincenzo alla Sanità c'è una grandissima devozione. Basti pensare che la basilica è conosciuta da molti cittadini come la chiesa di San Vincenzo e non come Santa Maria alla Sanità. Facciamo un appello - aggiunge Poggiani - affinché il ladro si ravveda e riporti in chiesa la refurtiva. Spero si riesca ad archiviare come ragazzata. Se fosse altro sarebbe un duro colpo per tutti».

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