Napoli, celebrato il «funerale» alla panchina di via Alvino

L'iniziativa dell’avvocato Fabio Procaccini e l’artista Ruben D’Agostino

La panchina di via Alvino
Ormai la panchina della discordia in via Enrico Alvino, all’incrocio con via Scarlatti al Vomero, continua a far parlare di sé. Dopo essere stata riparata da due...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
99,98€
40€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA FLASH
ANNUALE
49,99€
19€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
 
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
SCEGLI ORA

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
SCEGLI ORA
 
ANNUALE
49,99€
11,99€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
2 ANNI
99,98€
29€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 3 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno

Ormai la panchina della discordia in via Enrico Alvino, all’incrocio con via Scarlatti al Vomero, continua a far parlare di sé. Dopo essere stata riparata da due privati cittadini, l’avvocato Fabio Procaccini e l’artista Ruben D’Agostino, con tanto di performance artistica, e dopo che la Municipalità 5 Vomero – Arenella ne ha interdetto l’uso, ricoprendola con una rete, ne è stato celebrato nelle ore scorse il funerale. In pratica, di tutta risposta alla decisione dell’ente di prossimità, Procaccini e D’Agostino hanno affisso un necrologio sullo schienale.

«Dopo una lunga ed impietosa agonia è venuta a mancare la panchina (detta Bella spalliera)», si legge sul manifesto funebre. Un messaggio tra l’ironico e il provocatorio, lanciato a seguito delle dichiarazioni del presidente del parlamentino collinare, Clementina Cozzolino, che ha stigmatizzato l’iniziativa dei due residenti, spiegando come questi non avessero seguito nessun tipo di iter autorizzativo per dotare l’arredo pubblico in questione di una nuova spalliera. Sostanzialmente, si tratta di una panca di legno difforme per materiale e dimensione dallo schienale originario.

Così allora, in un comunicato stampa congiunto, Procaccini e D’Agostino hanno motivato l’affissione del necrologio: «Le panchine sono un bene di tutti, ne sono poche e tante sono rotte. Perché non aggiustarle e manutenerle? La famosa, malandata, e tanto chiacchierata panchina di via Alvino, è divenuta la luce del faro che abbiamo acceso sulla precarietà delle sedute pubbliche nella nostra Municipalità. Mentre indisturbati ed ‘autorizzati’, sorgono tendoni e capannoni sulle aree pedonali, innanzi a bar e ristoranti, che gareggiano a quanti più tavolini schierare anche su marciapiedi poco larghi come in Via Cilea, le rare panchine pubbliche diventano sempre più indecenti e malandate. Abbiamo scelto la centrale panchina di via Alvino perché da anni è rotta e versa in stato di abbandono sotto gli occhi di tutti, soprattutto quelli dei nostri rappresentanti, che ancora non hanno deciso di farla aggiustare».

Il giurista e l’artista si chiedono dunque «perché non aggiustarla?». «O, in mancanza, di fondi o altro, perché non rimuoverla e restituire così al sempre meno spazio pubblico una superfice calpestabile in più?», concludono i due, chiedendo dunque l'intervento della pubblica amministrazione affinché quella panchina venga riparata insieme alle tante altre che al Vomero, così come all’Arenella, risultano danneggiate o inagibili.

Leggi l'articolo completo su
Il Mattino