Napoli, il sindaco Manfredi al Mattino: «City da rilanciare, mare e trasporti ecco le mie sfide»

Sindaco Gaetano Manfredi si annuncia un autunno caldo perché l'inflazione galoppa e gli stipendi perdono potere di acquisto. In una città dove l'indice di...

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Sindaco Gaetano Manfredi si annuncia un autunno caldo perché l'inflazione galoppa e gli stipendi perdono potere di acquisto. In una città dove l'indice di povertà sale vertiginosamente e si scoprono le nuove povertà il Comune come può intervenire per sostenere i più deboli?
«Tutti gli indicatori ci dicono che sarà un autunno difficile per l'impatto dell'inflazione. Qui a Napoli ci sono tanti poveri e una difficoltà economica generale che si sente e molto. Noi faremo il massimo possibile, il turismo ci sta aiutando molto, poi cercheremo di far partire tanti cantieri che significano lavoro: quello che si può fare sarà fatto».

In epoca Covid Palazzo San Giacomo erogò i cosiddetti bonus, anche per la spesa. È un sostegno che può essere rilanciato?
«C'è il provvedimento del Governo, cioè il bonus bollette, che mi auguro venga ulteriormente prorogato. Le nostre risorse sono direttamente collegate al sistema del welfare e quindi ai servizi sociali: cercheremo di potenziare al massimo le misure di sostegno nei limiti delle nostre capacità di bilancio».

C'è una malcelata preoccupazione per la tenuta sociale del territorio, lei che sensazione ha?
«Siamo consapevoli di questa condizione, ma non è un tema che il Comune può affrontare da solo, ci vuole un ruolo centrale del Governo. Mi auguro che chiunque arrivi dopo il 25 settembre metta la giusta attenzione verso i fragili e sulle aree più povere del paese».

Povertà diffusa significa anche fuga dalle scuole e Napoli ha già il triste record in questa classifica dell'evasione scolastica. Cosa serve per frenare l'esodo dai banchi?
«Ci sono risorse nel Patto educativo ma c'è da dire che la povertà impatta su più fronti come quello della sicurezza collegato all'abbandono scolastico. La cosa necessaria è un impegno straordinario del Governo per fare in modo che i diritti costituzionali siano garantiti per tutti. Dalla dispersione scolastica dipende la delinquenza e tanta marginalità sociale e la scuola per me è un tema cruciale e che mi sta molto a cuore».
 

Ha evocato più volte l'intervento del Governo: teme che un cambio di orientamento politico a Palazzo Chigi possa mettere in discussione le risorse del Patto per Napoli?
«Napoli è la terza città d'Italia qualsiasi Governo non può che avere attenzione per una parte così importante del Paese. Non sono preoccupato. Mi auguro però che il futuro Governo abbia una grossa attenzione su Napoli e il meridione».

E se fosse Giorgia Meloni, la leader di Fdi, il futuro premier sarebbe preoccupato?
«Il rapporto istituzionale va sempre salvaguardato, colloquierò con qualsiasi Governo ci sarà e le valutazioni verranno fatte in funzione delle scelte che farà il Governo».

Il voto di settembre comunque vada peserà sugli assetti interni della sua giunta e della maggioranza?
«Credo di no. Abbiamo una maggioranza coesa che si basa su un progetto chiaro che è stato fortemente sostenuto dai cittadini, abbiamo un governo solido della città».

Il Presidente della Camera Roberto Fico ha detto che a Napoli l'alleanza potrebbe reggere perché basata sul programma che ne pensa?
«Lo abbiamo condiviso il programma e lo stiamo portando avanti, il nostro compito è rispondere alle esigenze dei cittadini e quindi dobbiamo parlare di cose concrete».

Tuttavia, in giunta dopo la morte di Mia Filippone manca un assessore. E qualche malelingua pensa che potrebbe essere inserito alla luce del risultato elettorale, insomma una pedina da usare come camera di compensazione: come stanno le cose?
«Il nuovo assessore lo farò in tempi brevi dobbiamo completare la giunta ci manca un assessore alla Scuola e la scuola sta per iniziare e pescheremo nel mondo delle competenze perché noi dobbiamo dare risposte al mondo della scuola».

In autunno tornerà il refrain dei servizi a iniziare dai trasporti. La stazione del Centro direzionale dovrebbe aprire entro fine anno ma servono i treni nuovi: quando li vedremo suoi binari?
«Noi monitoriamo settimanalmente il cantiere, si sta facendo uno sforzo straordinario apriremo tra fine anno o all'inizio del prossimo. Il primo nuovo treno sta finalmente facendo il preesercizio ci auguriamo che si concluda per fine mese e avere quindi il nulla osta per metterlo in circolazione. Da quel momento in poi ogni 45 giorni ne inseriremo un altro e ci sarà un significativo miglioramento del servizio».

A proposito di trasporti, il governatore Vincenzo De Luca spinge per avere un'azienda unica regionale. Tuttavia se Anm perde la metro il Comune sarà più debole. E la città depauperata. Qual è la sua strategia?
«La definizione dell'azienda unica punta ad avere una gestione unitaria dei trasporti. Ma con Anm - come prevede la legge - ci avviamo verso le gare europee per la gestione delle tratte. L'Anm manterrà la sua autonomia, la sua centralità e le quote di maggioranza dell'Azienda. Anm si avvarrà di nuove energie, di un know how adeguato e internazionale».

Il Mattino ha innescato un dibattito sul progetto della nuova cittadella della Regione a 200 metri dal Centro direzionale, un doppione nella sostanza. A che punto sono i lavori nella Conferenza dei servizi al riguardo?
«La conferenza sta procedendo, del resto le volumetrie previste per le Fs - i suoli sono di loro proprietà - erano date dal vecchio Prg, sono una percentuale bassissima rispetto al Centro direzionale. L'intervento previsto dalle Fs è fondamentale per la città perché risolve dal punto di vista trasportistico il nodo di Piazza Garibaldi è un lavoro tecnico che riguarda una sistemazione complessiva di un'area che va al di là della stessa Piazza Garibaldi».

Resta il tema che si svuota il Centro direzionale senza la Regione. Ora, se è vero che i problemi ci sono lo stesso con la presenza dell'ente di Santa Lucia è anche vero che senza si aggraveranno. Il Comune cosa intende fare?
«Va fatto un ragionamento complessivo da dibattito de Il Mattino sono emersi suggerimenti utili come l'ampliamento del Centro direzionale sotto il profilo delle residenze, poi l'installazione di alberghi, terziario, aree per l'intrattenimento e il tempo libero tutte idee che già abbiamo messo sul tavolo del dibattito su come realizzarle».

Ecco, il punto è questo: il tavolo che lei ha proposto di aprire a settembre si aprirà davvero?
«Nei primi giorni del prossimo mese si aprirà e posso assicurare che ci saranno anche investitori e stakeholders».

Senta sindaco ma il rapporto con De Luca come è? A volte si ha le sensazioni che parliate lingue un po' diverse...
«Il rapporto è buono e di collaborazione per le cose che vogliamo fare con la Regione c'è perfetta sinergia».

Se a est la città sembra fare passi in avanti verso lo sviluppo, l'incompiuta Bagnoli è ancora al palo. E la caduta del Governo ha rallentato anche il processo di ricostruzione di Città della scienza.
«Noi per fine mese o al massimo a settembre abbiamo intenzione di fare una cabina di regia, ne parleremo con il ministro Mara Carfagna. Per la bonifica a terra si stanno completando le gare per il risanamento del lotto fondiario».

Il nodo però è la bonifica a mare: mancano i soldi e non si sa come procedere questa l'impressione
«Sulla bonifica a mare sta andando avanti il dialogo tra gli enti preposti a dirci quale tecnologia bisogna usare».

Vale a dire?
«Le teorie sono 2 e ci serve per entrambe l'autorizzazione: c'è chi pensa alla copertura dei sedimenti lasciandoli nel sito e chi invece immagina di portarli fuori, questo il nodo da sciogliere».

Siamo a Ferragosto sindaco e Napoli ha un aspetto insolito e accattivante: è piena zeppa di turisti che segnale è?
«È una città estremamente viva e anche gli eventi che il Comune ha organizzato come quelli di Piazza del Plebiscito stanno andando benissimo. Abbiamo previsioni positive anche per ottobre, mese generalmente morto per il turismo, invece ci sono molte prenotazioni grazie al torneo di tennis del circuito Atp. E stiamo lavorando sugli eventi di Natale per drenare la stagione fino a fine anno. Il turismo a Napoli non è più di passaggio ma stanziale, una rivoluzione: i visitatori vengono da noi fanno le gite ma poi dormono a Napoli con una permanenza che ormai va anche oltre i tre giorni».

Però bisogna migliorare l'accoglienza che passa per una maggiore pulizia della città. E occorre dotare le strutture di accoglienza dei cosiddetti stagionali, ne mancano 3000 all'appello.
«È un problema generale quello degli stagionali, le norme che lo caratterizzano come contratto non sono più tanto appetibili. C'è il tema della formazione che assieme alla Prefettura stiamo affrontando. Anche chi vorrebbe lavorare spesso non ha una preparazione adeguata, stiamo agendo su questo».

E sull'accoglienza che dice?
«Che stiamo pensando a rafforzare il turismo congressuale da portare laddove scarseggia il turismo spontaneo. Poi sui servizi sappiamo che dobbiamo migliorare, ma parecchio è stato fatto e molto faremo. Per esempio sul problema dei bagni pubblici ci stiamo organizzando é un fatto serio».

A Napoli ci sono molti tesori nascosti come l'altarino di Maradona che i turisti considerano il museo di Diego, ma che in realtà non lo è: il Comune ha mai pensato di adottarlo quel pezzo dei Quartieri spagnoli?
«È un suggerimento interessante che cercheremo di trasformare in una iniziativa».

I turisti consumano la città e vogliono servizi ma servono risorse. A Milano e Roma, per esempio, la tassa di soggiorno è più alta per coprire le spese...
«È un tema a cui stiamo lavorando per l'anno prossimo quello di ricalibrare la tassa di soggiorno sul modello delle altre grandi città italiane».

C'è un qualcosa in questi primi 10 mesi di amministrazione che procede più lentamente di quanto immaginasse, e un'altra invece che è andata più speditamente?
«L'obiettivo principale è il miglioramento della qualità della vita, dei servizi, soprattutto quelli legati all'igiene urbana e devo dire che abbiamo avuto dei miglioramenti reali. Con il concorso di Asìa andremo ancora meglio. Non abbiamo ancora alcune infrastrutture come i treni e sui trasporti siamo andati più lentamente. Quello che è chiaro è che noi lavoriamo sulle emergenze, il passo in avanti deve essere arrivare all'ordinarietà».

Che città sogna di lasciare al suo successore quando smetterà di fare il sindaco?
«Una Napoli più normale che mantenga la sua straordinarietà, ma che sia molto più organizzata nei servizi con una migliore qualità della vita per i cittadini e con più lavoro, credo che questo sia l'obiettivo fondamentale».

Ci sono ombre sul concorsone, gente che viene adescata da numeri anonimi perché tiri fuori soldi per corsi di formazione.
«Noi monitoriamo la situazione quotidianamente, il nostro sistema informatico è blindato e se sono trapelate informazioni queste non sono uscite dal Comune. Io garantisco che il concorsone sarà della massima trasparenza e a chi partecipa dico: non ascoltate i truffatori non dategli retta e denunciateli».

Sindaco a molti napoletani il mare è negato perché occupato da chi ha concessione pluriennali e si è mangiato anche le spiagge libere. Il nostro lungomare non può essere attrezzato per i napoletani - come era una volta - per tuffarsi nelle nostre acque?
«È una idea a cui stiamo lavorando con l'assessore Laura Lieto di concerto con la Sovrintendenza quella di fare un progetto per avere pedane mobili che garantiscano l'accesso al mare. Un dato fondamentale è che è migliorata la balneabilità. Sarebbe importante per i napoletani fruire del mare e sarebbe un'altra attrazione per i turisti. È un grande sogno che vogliamo realizzare».

Richard Burdett - il prescelto per il rilancio di Palazzo Fuga è una archistar, significa che Napoli può tornare a sognare in grande sull'urbanistica?

«Palazzo Fuga è una grande sfida urbanistica, deve avere destinazioni compatibili con la trasformazione dell'area di Piazza Carlo III che è importantissima. Burdett è uno dei più grandi esperti di trasformazione urbana ha lavorato a Londra, ora sta ad Atene e conosce Napoli. Serve una trasformazione di altissimo livello, Burdett deve raccogliere le idee e metterle in un contesto internazionale perché come ho sempre detto Napoli è una grande città europea». Leggi l'articolo completo
su Il Mattino

Sindaco Gaetano Manfredi si annuncia un autunno caldo perché l'inflazione galoppa e gli stipendi perdono potere di acquisto. In una città dove l'indice di povertà sale vertiginosamente e si scoprono le nuove povertà il Comune come può intervenire per sostenere i più deboli?
«Tutti gli indicatori ci dicono che sarà un autunno difficile per l'impatto dell'inflazione. Qui a Napoli ci sono tanti poveri e una difficoltà economica generale che si sente e molto. Noi faremo il massimo possibile, il turismo ci sta aiutando molto, poi cercheremo di far partire tanti cantieri che significano lavoro: quello che si può fare sarà fatto».

In epoca Covid Palazzo San Giacomo erogò i cosiddetti bonus, anche per la spesa. È un sostegno che può essere rilanciato?
«C'è il provvedimento del Governo, cioè il bonus bollette, che mi auguro venga ulteriormente prorogato. Le nostre risorse sono direttamente collegate al sistema del welfare e quindi ai servizi sociali: cercheremo di potenziare al massimo le misure di sostegno nei limiti delle nostre capacità di bilancio».

C'è una malcelata preoccupazione per la tenuta sociale del territorio, lei che sensazione ha?
«Siamo consapevoli di questa condizione, ma non è un tema che il Comune può affrontare da solo, ci vuole un ruolo centrale del Governo. Mi auguro che chiunque arrivi dopo il 25 settembre metta la giusta attenzione verso i fragili e sulle aree più povere del paese».

Povertà diffusa significa anche fuga dalle scuole e Napoli ha già il triste record in questa classifica dell'evasione scolastica. Cosa serve per frenare l'esodo dai banchi?
«Ci sono risorse nel Patto educativo ma c'è da dire che la povertà impatta su più fronti come quello della sicurezza collegato all'abbandono scolastico. La cosa necessaria è un impegno straordinario del Governo per fare in modo che i diritti costituzionali siano garantiti per tutti. Dalla dispersione scolastica dipende la delinquenza e tanta marginalità sociale e la scuola per me è un tema cruciale e che mi sta molto a cuore».
 

Ha evocato più volte l'intervento del Governo: teme che un cambio di orientamento politico a Palazzo Chigi possa mettere in discussione le risorse del Patto per Napoli?
«Napoli è la terza città d'Italia qualsiasi Governo non può che avere attenzione per una parte così importante del Paese. Non sono preoccupato. Mi auguro però che il futuro Governo abbia una grossa attenzione su Napoli e il meridione».

E se fosse Giorgia Meloni, la leader di Fdi, il futuro premier sarebbe preoccupato?
«Il rapporto istituzionale va sempre salvaguardato, colloquierò con qualsiasi Governo ci sarà e le valutazioni verranno fatte in funzione delle scelte che farà il Governo».

Il voto di settembre comunque vada peserà sugli assetti interni della sua giunta e della maggioranza?
«Credo di no. Abbiamo una maggioranza coesa che si basa su un progetto chiaro che è stato fortemente sostenuto dai cittadini, abbiamo un governo solido della città».

Il Presidente della Camera Roberto Fico ha detto che a Napoli l'alleanza potrebbe reggere perché basata sul programma che ne pensa?
«Lo abbiamo condiviso il programma e lo stiamo portando avanti, il nostro compito è rispondere alle esigenze dei cittadini e quindi dobbiamo parlare di cose concrete».

Tuttavia, in giunta dopo la morte di Mia Filippone manca un assessore. E qualche malelingua pensa che potrebbe essere inserito alla luce del risultato elettorale, insomma una pedina da usare come camera di compensazione: come stanno le cose?
«Il nuovo assessore lo farò in tempi brevi dobbiamo completare la giunta ci manca un assessore alla Scuola e la scuola sta per iniziare e pescheremo nel mondo delle competenze perché noi dobbiamo dare risposte al mondo della scuola».

In autunno tornerà il refrain dei servizi a iniziare dai trasporti. La stazione del Centro direzionale dovrebbe aprire entro fine anno ma servono i treni nuovi: quando li vedremo suoi binari?
«Noi monitoriamo settimanalmente il cantiere, si sta facendo uno sforzo straordinario apriremo tra fine anno o all'inizio del prossimo. Il primo nuovo treno sta finalmente facendo il preesercizio ci auguriamo che si concluda per fine mese e avere quindi il nulla osta per metterlo in circolazione. Da quel momento in poi ogni 45 giorni ne inseriremo un altro e ci sarà un significativo miglioramento del servizio».

A proposito di trasporti, il governatore Vincenzo De Luca spinge per avere un'azienda unica regionale. Tuttavia se Anm perde la metro il Comune sarà più debole. E la città depauperata. Qual è la sua strategia?
«La definizione dell'azienda unica punta ad avere una gestione unitaria dei trasporti. Ma con Anm - come prevede la legge - ci avviamo verso le gare europee per la gestione delle tratte. L'Anm manterrà la sua autonomia, la sua centralità e le quote di maggioranza dell'Azienda. Anm si avvarrà di nuove energie, di un know how adeguato e internazionale».

Il Mattino ha innescato un dibattito sul progetto della nuova cittadella della Regione a 200 metri dal Centro direzionale, un doppione nella sostanza. A che punto sono i lavori nella Conferenza dei servizi al riguardo?
«La conferenza sta procedendo, del resto le volumetrie previste per le Fs - i suoli sono di loro proprietà - erano date dal vecchio Prg, sono una percentuale bassissima rispetto al Centro direzionale. L'intervento previsto dalle Fs è fondamentale per la città perché risolve dal punto di vista trasportistico il nodo di Piazza Garibaldi è un lavoro tecnico che riguarda una sistemazione complessiva di un'area che va al di là della stessa Piazza Garibaldi».

Resta il tema che si svuota il Centro direzionale senza la Regione. Ora, se è vero che i problemi ci sono lo stesso con la presenza dell'ente di Santa Lucia è anche vero che senza si aggraveranno. Il Comune cosa intende fare?
«Va fatto un ragionamento complessivo da dibattito de Il Mattino sono emersi suggerimenti utili come l'ampliamento del Centro direzionale sotto il profilo delle residenze, poi l'installazione di alberghi, terziario, aree per l'intrattenimento e il tempo libero tutte idee che già abbiamo messo sul tavolo del dibattito su come realizzarle».

Ecco, il punto è questo: il tavolo che lei ha proposto di aprire a settembre si aprirà davvero?
«Nei primi giorni del prossimo mese si aprirà e posso assicurare che ci saranno anche investitori e stakeholders».

Senta sindaco ma il rapporto con De Luca come è? A volte si ha le sensazioni che parliate lingue un po' diverse...
«Il rapporto è buono e di collaborazione per le cose che vogliamo fare con la Regione c'è perfetta sinergia».

Se a est la città sembra fare passi in avanti verso lo sviluppo, l'incompiuta Bagnoli è ancora al palo. E la caduta del Governo ha rallentato anche il processo di ricostruzione di Città della scienza.
«Noi per fine mese o al massimo a settembre abbiamo intenzione di fare una cabina di regia, ne parleremo con il ministro Mara Carfagna. Per la bonifica a terra si stanno completando le gare per il risanamento del lotto fondiario».

Il nodo però è la bonifica a mare: mancano i soldi e non si sa come procedere questa l'impressione
«Sulla bonifica a mare sta andando avanti il dialogo tra gli enti preposti a dirci quale tecnologia bisogna usare».

Vale a dire?
«Le teorie sono 2 e ci serve per entrambe l'autorizzazione: c'è chi pensa alla copertura dei sedimenti lasciandoli nel sito e chi invece immagina di portarli fuori, questo il nodo da sciogliere».

Siamo a Ferragosto sindaco e Napoli ha un aspetto insolito e accattivante: è piena zeppa di turisti che segnale è?
«È una città estremamente viva e anche gli eventi che il Comune ha organizzato come quelli di Piazza del Plebiscito stanno andando benissimo. Abbiamo previsioni positive anche per ottobre, mese generalmente morto per il turismo, invece ci sono molte prenotazioni grazie al torneo di tennis del circuito Atp. E stiamo lavorando sugli eventi di Natale per drenare la stagione fino a fine anno. Il turismo a Napoli non è più di passaggio ma stanziale, una rivoluzione: i visitatori vengono da noi fanno le gite ma poi dormono a Napoli con una permanenza che ormai va anche oltre i tre giorni».

Però bisogna migliorare l'accoglienza che passa per una maggiore pulizia della città. E occorre dotare le strutture di accoglienza dei cosiddetti stagionali, ne mancano 3000 all'appello.
«È un problema generale quello degli stagionali, le norme che lo caratterizzano come contratto non sono più tanto appetibili. C'è il tema della formazione che assieme alla Prefettura stiamo affrontando. Anche chi vorrebbe lavorare spesso non ha una preparazione adeguata, stiamo agendo su questo».

E sull'accoglienza che dice?
«Che stiamo pensando a rafforzare il turismo congressuale da portare laddove scarseggia il turismo spontaneo. Poi sui servizi sappiamo che dobbiamo migliorare, ma parecchio è stato fatto e molto faremo. Per esempio sul problema dei bagni pubblici ci stiamo organizzando é un fatto serio».

A Napoli ci sono molti tesori nascosti come l'altarino di Maradona che i turisti considerano il museo di Diego, ma che in realtà non lo è: il Comune ha mai pensato di adottarlo quel pezzo dei Quartieri spagnoli?
«È un suggerimento interessante che cercheremo di trasformare in una iniziativa».

I turisti consumano la città e vogliono servizi ma servono risorse. A Milano e Roma, per esempio, la tassa di soggiorno è più alta per coprire le spese...
«È un tema a cui stiamo lavorando per l'anno prossimo quello di ricalibrare la tassa di soggiorno sul modello delle altre grandi città italiane».

C'è un qualcosa in questi primi 10 mesi di amministrazione che procede più lentamente di quanto immaginasse, e un'altra invece che è andata più speditamente?
«L'obiettivo principale è il miglioramento della qualità della vita, dei servizi, soprattutto quelli legati all'igiene urbana e devo dire che abbiamo avuto dei miglioramenti reali. Con il concorso di Asìa andremo ancora meglio. Non abbiamo ancora alcune infrastrutture come i treni e sui trasporti siamo andati più lentamente. Quello che è chiaro è che noi lavoriamo sulle emergenze, il passo in avanti deve essere arrivare all'ordinarietà».

Che città sogna di lasciare al suo successore quando smetterà di fare il sindaco?
«Una Napoli più normale che mantenga la sua straordinarietà, ma che sia molto più organizzata nei servizi con una migliore qualità della vita per i cittadini e con più lavoro, credo che questo sia l'obiettivo fondamentale».

Ci sono ombre sul concorsone, gente che viene adescata da numeri anonimi perché tiri fuori soldi per corsi di formazione.
«Noi monitoriamo la situazione quotidianamente, il nostro sistema informatico è blindato e se sono trapelate informazioni queste non sono uscite dal Comune. Io garantisco che il concorsone sarà della massima trasparenza e a chi partecipa dico: non ascoltate i truffatori non dategli retta e denunciateli».

Sindaco a molti napoletani il mare è negato perché occupato da chi ha concessione pluriennali e si è mangiato anche le spiagge libere. Il nostro lungomare non può essere attrezzato per i napoletani - come era una volta - per tuffarsi nelle nostre acque?
«È una idea a cui stiamo lavorando con l'assessore Laura Lieto di concerto con la Sovrintendenza quella di fare un progetto per avere pedane mobili che garantiscano l'accesso al mare. Un dato fondamentale è che è migliorata la balneabilità. Sarebbe importante per i napoletani fruire del mare e sarebbe un'altra attrazione per i turisti. È un grande sogno che vogliamo realizzare».

Richard Burdett - il prescelto per il rilancio di Palazzo Fuga è una archistar, significa che Napoli può tornare a sognare in grande sull'urbanistica?

«Palazzo Fuga è una grande sfida urbanistica, deve avere destinazioni compatibili con la trasformazione dell'area di Piazza Carlo III che è importantissima. Burdett è uno dei più grandi esperti di trasformazione urbana ha lavorato a Londra, ora sta ad Atene e conosce Napoli. Serve una trasformazione di altissimo livello, Burdett deve raccogliere le idee e metterle in un contesto internazionale perché come ho sempre detto Napoli è una grande città europea». Leggi l'articolo completo
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