Uomo gettato tra i rifiuti, identificato il branco: «Un gioco contro la noia»

Lo hanno fatto un po’ per noia un po’ per scherzo,tanto per ingannare il tempo, anche perché - a sentirliragionare - in fondo in fondo, a Napoli non c’è nientedi buono da fare. Ma guai a chiamarli babygang, guai ad indicarlicome «branco», che alla fine si offendono pure. Eccoligli «eroi» di via Leopardi - siamo a Fuorigrotta - sonoquelli che hanno preso un uomo e lo hanno scaraventato in uncontenitore della spazzatura, chiudendo anche il coperchio perimpedirgli di tornare fuori facilmente. Sono in quattro, sono statidenunciati. Tre maggiorenni e un minore, tutti e quattroincensurati, che sono stati individuati dal commissariato diFuorigrotta e convocati in Questura. Rispondono di violenzaprivata, potrebbero essere denunciati anche per lesioni seemergessero delle ferite ai danni dell’uomo scaraventato neirifiuti. Ricordate quel video di Fuorigrotta? Il solito gruppettodinanzi al cellulare: se la prendono con un uomo, peraltro unapersona con evidenti disturbi psichici, e lo gettano nelcontenitore dell’immondizia. 

Urla e risate di autoesaltazione, una bella scritta «chi nonsalta è juventino» e una serata passata come tantealtre. Ma cosa era successo qualche sera fa nei pressi di viaLeopardi al punto tale da giustificare un’azione del genere?Cosa spinge un gruppetto di ragazzi a gettare un uomo nelcassonetto della spazzatura? «Uno scherzo dettato dallanoia», sembra di capire. Poi, quando la notizia èstata pubblicata (il primo a postare il video è stato ilconsigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli), quellidi Fuorigrotta hanno tentato anche di mischiare un poco le carte. Ehanno fatto circolare un altro video, nel quale hanno intervistatol’uomo del cassonetto dei rifiuti, facendogli confermare laversione dello scherzo: «Nessuna ferita, nessun danno, erasolo un modo di scherzare tra amici», ha spiegatol’uomo dinanzi al telefonino cellulare. Una contromossa, unasorta di pezza a colori da postare per chiudere i conti con quelleimmagini diventate virali (tratte dal profilo«vrenzolandia») e che sono finite in un fascicologiudiziario.

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