Casa della socialità, il Vomero si riprende il deposito dei bus

Il primo centro sociale del Vomero sta per aprire i battenti, secondo il progetto sarà pronto entro settembre, avrà sede nell'ex stazionamento dei filobus collinari, ormai palazzetto in rovina da oltre venti anni, ad angolo tra via Menzinger e via Verrotti. I lavori sono iniziati a febbraio, i tempi previsti per la consegna scadranno tra un paio di settimane, anche se il completamento delle parti idrauliche e di quelle elettriche porterà via qualche giorno in più. Ma i lavori esterni, oltre che quelli interni di tinteggiatura e di ristrutturazione, sulla facciata e sulla scalinata, sono terminati. Fino a pochi mesi fa, e per molti anni, quel deposito era diventato un edifico abbandonato e decrepito in una zona come quella di piazza Immacolata curata con vari restyling. Insomma un pugno nell'occhio, simbolo di un palazzetto destinato a invecchiare e cadere pezzo dopo pezzo per incuria e per i soliti tempi lunghi della burocrazia.
 
Dentro ogni tanto si vedeva qualche barbone, soprattutto nei periodi invernali, e nel tempo sono cresciuti i cumuli di immondizia e di materiali abbandonati di ogni genere. Prima di diventare un tratto stradale di degrado nel cuore di uno dei quartieri più eleganti della città, l'ex sede dei filobus e poi sottostazione elettrica dell'allora Atan all'Arenella è servita come snodo di transito e fermata dei mezzi pubblici, quando tutt'intorno ancora non c'erano gli spazi verdi e i marciapiedi. Da qui, da piazza Immacolata, partivano i tram e gli autobus degli anni Ottanta. Per la imminente inaugurazione il palazzetto si chiamerà la casa della socialità, sarà uno spazio di poco più di cento metri quadri, con diversi ambienti a seconda delle esigenze. Per allestirlo e renderlo accogliente sono serviti poco meno di quattrocentomila euro, di cui sessantamila solo per rispettare le più recenti norme europee di messa in sicurezza. Mancano ancora le suppellettili. Ma è stata necessaria anche una battaglia politica iniziata alla fine degli anni Novanta.

Primo ad occuparsene l'allora consigliere comunale e poi presidente della Municipalità, Mario Coppeto. Ci sono voluti molti anni perché l'edificio passasse dall'Atan, poi Anm, al Comune e poi da questi, tramite il placet dell'Anm, nella disponibilità della Municipalità Vomero-Arenella, con l'attuale presidente Paolo De Luca. L'edificio dunque diventerà un centro polifunzionale sia per i giovani sia per gli anziani, all'insegna di una più facile socializzazione, anche se saranno soprattutto i primi a usufruirne, visto che sul territorio di questa Municipalità risiede il più alto numero di over 65 di tutta la città di Napoli. Previsti concerti, presentazioni di libri, convegni, spettacoli teatrali, anche in orario serale Uno spazio di condivisione che si aggiunge a quelli più istituzionali ma meno ampi, gli unici due pubblici esistenti al Vomero, la biblioteca di via De Mura e la fondazione De Martino a san Martino.

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