Pasticcio via Marina, la ditta esclusa protesta: «L'appalto resti a noi»

Braccio di ferro sul cantiere di via Marina tra la ditta appaltatrice e il Comune di Napoli, che ha rescisso il contratto. I legali dell’Asse Costiero Scarl ieri mattina hanno diffidato Palazzo San Giacomo dall’affidare l’appalto per il completamento dei lavori al Consorzio Infratech, che, a loro giudizio, non avrebbe più i requisiti per il subentro, e minacciano viceversa dure azioni legali, con ricorsi all’Anac e contenziosi al Tribunale civile. In particolare, i legali puntano il dito sulla validità dell’attestazione Soa (Società organismi di attestazione) dell’Ati Infratech-Acmer che partecipò alla gara del 2014. Si tratta della certificazione obbligatoria che ogni azienda deve possedere per poter partecipare ai bandi per i lavori pubblici superiori a 150mila euro, che dura 5 anni, viene comunicata all’Anac, e deve essere presentata dall’azienda in sede di gara. E, quindi, è sottoposta periodicamente a controlli. Ma il Consorzio Infratech, colosso dell’edilizia partenopeo, tirato in ballo, non ci sta e, a quanto filtra, conferma di essere in regola con tutti i requisiti, compresa la Soa, tanto che ha attualmente in corso numerosi cantieri con più soggetti. Intanto, però, il muro contro muro rischia di rallentare il processo di ripresa dei lavori. Questa settimana potrebbe essere decisiva. 
Fiducioso su una rapida ripresa il primo cittadino Luigi de Magistris: «Nei prossimi giorni - annuncia - sarà chiuso l’affidamento alla prossima ditta che sa perfettamente che i lavori vanno consegnati entro marzo 2019. Sono dispiaciuto più che preoccupato, perché davvero questo è un incidente di percorso di cui la città e l’amministrazione non hanno alcun tipo di responsabilità. Capita - conclude - che a volte ditte che legittimamente si aggiudichino le gare non siano in realtà adeguate, in questo caso ci hanno creato molti problemi».

E il braccio di ferro con la ditta uscente sembra destinato a continuare. «Il Consorzio Infratech - scrivono i legali dell’Asse Costiero nella lettera al Comune - ha partecipato alla gara in Ati con la mandante Acmer spa», la quale «era in possesso di attestazione Soa in corso di validità solo all’atto della presentazione dell’offerta». Nel documento, quindi, l’Asse Costiero prova a motivare questa tesi, presentando una propria ricostruzione dei fatti, di cui si assume la responsabilità, che potrà essere contestata in dettaglio da Infratech. Sentito da Il Mattino, il Consorzio ha spiegato di essere perfettamente in regola con le certificazioni. Secondo la ditta estromessa, la Acmer, cioè la società in Ati con Infratech specializzata nella posa dei binari del tram, tra il 2014 e il 2015 avrebbe aggiornato la propria certificazione, ma «la nuova attestazione non recherebbe la dicitura che sostituisce la precedente», e questo comproverebbe «l’illegittima ammissione in graduatoria dell’associazione Infratech-Acmer». In quanto, secondo gli avvocati, il requisito «doveva permanere tal quale per tutta la durata del procedimento di gara senza soluzione di continuità». L’Asse Costiero, poi, solleva altri punti: «Dalla validità dell’attestazione Soa per mancata verifica triennale», ai «requisiti di affidabilità economica e finanziaria». Ritenendo infine che l’Ati Infratech-Acmer «non può essere selezionata per eseguire il completamento dell’appalto in questione». Questioni in punta di diritto, insomma, che potranno essere chiarite tra le parti. Sulla vicenda dei requisiti di Infratech-Acmer, viene ricordato nel documento, la vecchia ditta estromessa aveva fatto ricorso incidentale già nel 2015, che fu respinto dal Tar, che però non decise sulla parte incidentale.

Ma non finisce qui. L’Asse Costiero, infatti, contesta la motivazione della rescissione, «per violazione delle norme in tema di sicurezza», considerata «insussistente». Rilancia, invece, l’ipotesi di revocare la rescissione contrattuale, già avanzata il 12 giugno scorso, per completare i lavori in tempo. E chiede al Municipio di «trasmettere copia della documentazione che ha consegnato ad Infratech ed il quadro economico che ritiene di mettere a disposizione dell’appaltatore del completamento, corredato della contabilità delle opere realizzate» entro il 18 settembre, pena l’avvio di «iniziative giudiziarie».

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