Pasticcio via Marina, la ditta esclusa protesta: «L'appalto resti a noi»

Braccio di ferro sul cantiere di via Marina tra la dittaappaltatrice e il Comune di Napoli, che ha rescisso il contratto. Ilegali dell’Asse Costiero Scarl ieri mattina hanno diffidatoPalazzo San Giacomo dall’affidare l’appalto per ilcompletamento dei lavori al Consorzio Infratech, che, a lorogiudizio, non avrebbe più i requisiti per il subentro, eminacciano viceversa dure azioni legali, con ricorsi all’Anace contenziosi al Tribunale civile. In particolare, i legali puntanoil dito sulla validità dell’attestazione Soa(Società organismi di attestazione) dell’AtiInfratech-Acmer che partecipò alla gara del 2014. Si trattadella certificazione obbligatoria che ogni azienda deve possedereper poter partecipare ai bandi per i lavori pubblici superiori a150mila euro, che dura 5 anni, viene comunicata all’Anac, edeve essere presentata dall’azienda in sede di gara. E,quindi, è sottoposta periodicamente a controlli. Ma ilConsorzio Infratech, colosso dell’edilizia partenopeo, tiratoin ballo, non ci sta e, a quanto filtra, conferma di essere inregola con tutti i requisiti, compresa la Soa, tanto che haattualmente in corso numerosi cantieri con più soggetti.Intanto, però, il muro contro muro rischia di rallentare ilprocesso di ripresa dei lavori. Questa settimana potrebbe esseredecisiva.

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