Pd, l'ingorgo delle feste: De Luca diserta Portici

Ingorgo democrat questo fine settimana. Tra le feste dell'Unità di Portici, Scafati e, in contemporanea, anche dei Socialisti a Caserta che vedrà la presenza dell'ex premier Gentiloni. Tema di fondo il congresso nazionale ma, a giudicare dalla presenza di Vincenzo De Luca, in genere abbastanza refrattario alle feste di partito, anche il segnale di come la campagna delle Regionali del 2020 sia, nei fatti, già partita.

S'inizia domani sera al porto del Granatello di Portici per la festa dei Giovani democratici. Apre l'ex ministro della Giustizia Andrea Orlando mentre sabato l'ospite più atteso è il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Platea tutto sommato morbida perché il gruppo orlandiano è dell'idea di aprire un dialogo con il mondo della sinistra, compreso il sindaco di Napoli. Cancellato, invece, il duello a distanza con il governatore della Campania nella kermesse porticese. Con un piccolo giallo. Tra un invito non fatto per i forfait degli anni precedenti, passando per un pressing del padrone di casa, il sindaco democrat di Portici Enzo Cuomo, affinché l'ex sindaco di Salerno ci fosse. Ma alla fine l'invito ufficiale viene recapitato a palazzo Santa Lucia solo ieri e il governatore, questioni di agenda, non potrà essere alla festa democrat. Anche perché venerdì, per la stessa ora, ha già preso impegni alla festa dell'Avanti a Caserta. E qui, alla kermesse socialista, dividerà il palco con Carmelo Barbagallo (segretario Uil), Arturo Scotto (Liberi e Uguali), Antonello Velardi (sindaco di Marcianise) e Luigi Iorio (responsabile Lavoro del Psi). Subito dopo ci saranno l'ex ministro degli Interni Marco Minniti e, a seguire, l'ex premier Paolo Gentiloni ed il segretario nazionale del Psi Riccardo Nencini.
 
E se pure vi fosse il dubbio di un De Luca allergico alle feste di partito, basta scorrere gli appuntamenti della festa dell'Unità di Scafati, nel Salernitano, per capire come quest'anno sia il contrario. Domani alle 17, infatti, l'ex sindaco di Salerno apre la kermesse con il segretario della Federazione Enzo Luciano e quello cittadino Michele Grimaldi. Il giorno dopo è il turno di Maurizio Martina, il segretario nazionale, accusato proprio da De Luca alla festa nazionale dell'Unità di Ravenna di «essere arrivato a Napoli poche settimane fa ma di aver giocato a pallone senza dire nulla...». Un attacco diretto alla vigilia di un congresso in cui nel Pd s'iniziano ad affilare le armi. Domenica pomeriggio, invece, la festa di Scafati viene chiusa dal presidente nazionale del Pd Matteo Orfini che divide il palco con Piero De Luca, il figlio del governatore.

Per ora l'unico candidato in campo è il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, che in questi giorni infila riunioni su riunioni per la sua discesa ufficiale prevista a metà ottobre. L'ha chiarito venerdì scorso a Roma dove ha riunito, in maniera informale, i rappresentanti regionali della sua mozione. Per la Campania c'erano i rappresentanti dell'area Orlando (Marco Sarracino), Teresa Armato (AreDem), Antonio Funiciello per l'area Gentiloni e Nicola Oddati, legato da vecchia amicizia con Zingaretti, ma soprattutto sherpa deluchiano.

Un giro d'orizzonte per capire come i territori (e le correnti) si muovono sulla candidatura del governatore del Lazio. Discesa in campo che, per ora, sembra interessare De Luca anche se il governatore dovrà aver chiaro il panorama di nomi per decidere con chi e, soprattutto, come schierarsi. Senza contare come nonostante il gelo post elezioni con Matteo Renzi, rimanga comunque un canale sempre aperto. Il figlio Piero rimane ancora di stretta fede renziana e, in quanto tale, a fine luglio era alla ristretta cena dei deputati d'area organizzata dall'ex premier. Insomma rimane ancora tempo per capire con chi schierarsi. Sempre che il congresso, previsto tra dicembre e gennaio e prima delle Europee, non venga spostato. Come da pressing renziano degli ultimi giorni.

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