Pompei: il coniglio e la fontana svelata un'altra domus

Dopo la statua a forma di coniglio, saltata fuori due giorni fa dai lapilli di una domus di via Vesuvio, ieri è emersa dai nuovi scavi di Pompei anche la «Fontana dell'arcobaleno» adornata con la scultura dell'animale. Un trionfo di colori vivi, con tasselli di mosaico rimasti intatti e scampati alla furia del Vesuvio che nel 79 dopo Cristo distrusse la città romana, che ha lasciato tutti con il fiato sospeso. I primi scatti inediti sono stati postati su Instagram dal direttore generale del Parco Archeologico, Massimo Osanna.

Dalla Regio V, detta «delle Meraviglie», lo scorso venerdì un coniglio ha sollevato la sua piccola testa fuori dalla pomice in una delle domus riportate alla luce dal team di archeologi coordinati da Osanna. Il reperto, che secondo gli esperti nell'antichità simboleggiava la fertilità femminile, fa parte di una fontana da giardino ornamentale, così come si evince dai resti del tubo presenti nella sua bocca, di una domus appartenuta ad un ricco abitante della Pompei romana. Ma la città archeologica continua a sorprendere. Neanche il tempo di ammirare il nuovo tesoro che già uno nuovo, più bello e sorprendente, ritorna alla luce. A meno di 24 ore di distanza, infatti, dalla materia archeologica riaffiora la fontana dell'arcobaleno zampillante di colori accesi del mosaico che la adornano. Domus che continuano a delinearsi nella loro struttura completa, con affreschi preziosi, oggetti e tracce di vita quotidiana. È quanto sta avvenendo sul cantiere della Regio V degli scavi di Pompei, dove proseguono quotidianamente le scoperte di strutture e reperti.
 
Di fronte a tanta bellezza non manca, purtroppo, un pizzico di rammarico per gli archeologi impegnati negli scavi lungo via Vesuvio per i danneggiamenti fatti agli affreschi nel corso dei primi scavi del 1748. A Pompei, le circostanze fortuite dei primi rinvenimenti e le condizioni di seppellimento determinarono l'adozione della tecnica di scavo per cunicoli sotterranei. Si realizzavano delle perforazioni di pozzi sulla verticale dell'area interessata per raggiungere il livello degli edifici e per permettere l'areazione dei cunicoli. Gli esperti temono che dopo la ricca domus di Giove, che si affaccia sempre lungo la via Vesuvio, anche la Casa del Coniglio, che sta emergendo con tutti i suoi ambienti decorati, possa essere stata compromessa dallo scavo a cunicolo.
LA VETRINA
Intanto, c'è chi ringrazia Osanna che, attraverso gli scavi e gli scatti inediti, porta i suoi follower ogni giorno indietro nel tempo di duemila anni. Su Instagram, i follower di Osanna hanno avviato una campagna social per invitare i direttori dei musei di tutto il mondo a prendere esempio dal direttore generale del Parco Archeologico di Pompei: «Postate i tesori che i vostri musei custodiscono sui social». Un appassionato d'arte scrive: «Usare i social nel modo migliore possibile: Lei sta contribuendo a diffondere la meravigliosa cultura di cui l'Italia può andar fiera. Non conosco Pompei, ci verrò presto, anche grazie a queste foto che seguo con interesse. Tanti direttori potrebbero prender spunto da lei».
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