Pompei, sono del figlio di una veggente rom gli abusi vicino la necropoli

POMPEI - La Pompei dei misteri, quella dove la leggenda dei riti magici si intreccia con la storia delle cartomanti rom che acquistano un terreno nel triangolo compreso tra il cimitero, l'antica necropoli di Porta Vesuvio e il Santuario. È il giallo in cui si sono imbattuti i caschi bianchi nel corso di un controllo anti-abusivismo. Perché una rom che per mestiere legge il futuro della gente nelle carte e gira l'Europa sta realizzando un edificio alle spalle del cimitero di Pompei e a pochi metri dalla necropoli dell'antico popolo pompeiano? A porsi l'interrogativo sono anche i vigili urbani che, nel corso di un blitz in via Grotta II, nei giorni scorsi si sono trovati di fronte a una piattaforma di cemento armato a forma di L nascosta tra fitti alberi di noccioli. Dopo il sequestro della struttura, naturalmente abusiva, ampia 150 metri quadrati e intestata al figlio della cartomante, per rispondere ai dubbi sono scattate le ricerche degli agenti municipali agli ordini del colonnello Gaetano Petrocelli e del capitano Ferdinando Fontanella. Ai fini giudiziari sembrerebbe che non ci siano elementi per i quali i vigili urbani possono spingersi oltre. Ma il mistero della struttura che stava per nascere nelle vicinanze del cimitero e della necropoli, luogo che ben si presta ad atmosfere da magia nera, lascia immaginare che la madre del giovane, famosa come veggente e operatrice dell'occulto in tutta Europa, potesse essere interessata a svolgere rito esoterici a pochi passi dal Santuario.
 
Al momento del blitz dei vigili i muratori impegnati nella costruzione sono riusciti a darsi alla fuga. Gli uomini della task force anti-abusivismo, però, sono al lavoro per risalire al titolare della ditta edile. Il giovane proprietario della struttura - posta sotto sequestro insieme a tutti i macchinari utilizzati dall'impresa per la realizzazione dell'immobile illegale - e sua madre sono parenti stretti dei rom che da decenni abitano nelle ville abusive, più volte poste sotto sequestro, a pochi metri dalla necropli di Porta Vesuvio. Nonostante i caschi bianchi operino a mezzo servizio, dalle 8 alle 14 dal lunedì al sabato, le operazioni anti-abusivismo non hanno subito défaillance. La prova è la scoperta del nuovo abuso in via Grotta II che, nonostante si trovi in una zona nascosta da un fittissimo noccioleto, non è sfuggito alla loro attenzione. Se abbiano bloccato, con il loro intervento, un possibile svolgimento di riti proibiti è un'ipotesi suggestiva, che per ora non trova riscontri. Di certo nella città degli scavi il cemento illegale è più veloce dei controlli, nonostante i vincoli che dovrebbero tutelarla siano ben tre: ambientale-paesaggistico per la presenza dell'area archeologica; idrogeologico legato al fiume Sarno che rende l'area circostante a rischio frana; e infine la zona rossa, il divieto a costruire in un'area interessata dal rischio Vesuvio. Pompei sarebbe una città totalmente preclusa all'aumento della cubatura edilizia. Il rispetto dei vincoli, però, è tutta un'altra faccenda. Nonostante gli Scavi, il fiume e il Vesuvio le forze dell'ordine, in media, sequestrano una costruzione illegale al giorno. L'area a ridosso degli scavi è quella più assoggettata agli aumenti volumetrici abusivi. Centinaia di metri quadrati di cemento illegali «sfregiano» il panorama che tutto il mondo invidia.

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