Porto di Napoli, l'affondo degli armatori: «Lavori fermi, fondi a rischio»

Porto fermo, porto in movimento. I fronti si contrappongono consempre maggiore forza man mano che ci si avvicina alla scadenzadelle prime rendicontazioni dei fondi europei. Gli armatori sonoquelli più agguerriti, il presidente del Terminal Napoli, lasocietà che gestisce la stazione marittima, Salvatore Lauro,ha rotto gli indugi e subito sono piovute prese di posizione suquelli che vengono definiti «ritardi pericolosi perchérischiano di far revocare i finanziamenti europei».

Ed è proprio il rappresentante degli armatori in senoall'organismo di partenariato, il comandante Raffaele Aiello,che tira le somme: «Il porto di Napoli - dice - sembra esserediventato un set, un luogo dove organizzare eventi e spettacoli.Non si fa nulla per le navi, per gli aliscafi, per leinfrastrutture a mare. Ma vi sembra possibile che nel 2018 ancorasi attracca in andana, con l'ancora a mare? Ditemi in qualeporto esiste ancora questo modo di ormeggiare. L'80% delle navia Napoli sono costrette a queste manovre. Sono anni che diciamoqueste cose, sono anni che denunciamo il porto-parcheggio. Lerisposte? Solo parole». Ferma anche la posizione di SalvatoreDi Leva, amministratore di Alilauro-Gruson. «Siamo stanchi disentire promesse. Non si vedono cantieri, eppure ascoltiamo soloproclami. Con questi ritmi restituiremo di nuovo all'Europabuona parte dei fondi stanziati per i porti di Napoli eSalerno».

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