Il premier Conte sbarca a Ischia: «Decreto ad hoc per il terremoto»

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«Non esistono terremoti di seria A e terremoti di serie B, ora bisogna ripartire». A poco più di un anno dal sisma che il 21 agosto 2017 ha colpito Ischia il premier Giuseppe Conte annuncia una svolta nel percorso di ricostruzione. Lo fa visitando la zona rossa di Casamicciola Terme, ascoltando le lamentele dei residenti che chiedono di non essere abbandonati, riunendo i sindaci dei sei Comuni ischitani, ai quali fornisce un primo schema del decreto che interverrà proprio sulla fase del post-terremoto.

«La settimana prossima porterò in Cdm un decreto per le emergenze che riguarderà Ischia e non solo», spiega il capo del governo assicurando un percorso di ricostruzione «nella legalità». Il premier arriva di prima mattina nella zona rossa di Casamicciola, dove lo attende un gruppo di residenti pronti alla protesta. «Siamo stati dimenticati, anzi, siamo stati ghettizzati», urla una ischitana di 67 anni. Conte risponde portando con sé, nella zona rossa, una delle contestatrici, e ammettendo che sul sisma di Ischia il ritardo è evidente. «È passato troppo tempo senza interventi del governo, ora dobbiamo muoverci in modo risolutivo», sottolinea.
 
​Il decreto ad hoc vedrà la luce la settimana prossima e le cose da fare sono diverse. C'è il problema degli sfollati, il nodo degli edifici abusivi condonati e quello delle macerie da sgomberare, oltre al tema delle scuole danneggiate. Non a caso, ad accogliere il capo del governo a Lacco Ameno, dove si tiene una riunione con il governatore della Campania Vincenzo De Luca e i sindaci ischitani, c'è un gruppo di bambini che, attraverso striscioni colorati, chiede di poter tornare a scuola. «La scuola è importante, bisogna divertirsi studiando», è il consiglio che Conte dà ad uno degli alunni, prima di annunciare che, indipendentemente dal decreto, il governo sbloccherà delle somme ad hoc per permettere l'avvio dell'anno scolastico.

«Il ventaglio delle cose da fare è ampio ma ora basta parlare di emergenza, bisogna ripartire», spiega il capo del governo. E il premier su un punto si sofferma più volte: quello di un percorso di ricostruzione che sia fatto «nella legalità». Il ddl anticorruzione e il decreto su Ischia «sono interconnessi», sottolinea infatti a chi, tra i residenti, gli chiede di vigilare sulla gestione dei fondi per il post-sisma. Una fase per la quale Conte chiama alla prudenza. «Dove c'è un rischio idrogeologico non posso assumermi la responsabilità di un pericolo per le persone», avverte il premier. 
 
Al termine della visita, l'ira dei residenti appare temporaneamente placata. Del resto il premier spende per i sindaci e gli ischitani colpiti dal sisma parole al miele, vestendosi, come aveva fatto ad Amatrice, da «avvocato del popolo». «Ho incontrato tanta brava gente, sfiduciata ma combattiva», è il saluto via Instagram di Conte, che a Casamicciola si congratula con i vigili del fuoco per i soccorsi del 21 agosto scorso e incontra Ciro, il bimbo-eroe che, tra le macerie della sua casa, riuscì a salvare il suo fratellino Mattias

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