Solfatara, un anno dopo la tragedia resta il giallo della crosta fragile

I cancelli restano mestamente chiusi, mentre in lontananza amalapena si vedono gli sbuffi della terra ardente. L'area delcratere della Solfatara è ancora sotto sequestro, un annodopo la tragedia dei coniugi Carrer e del loro Lorenzo, 11 anni,inghiottiti in una buca satura di gas. Da quel maledetto 12settembre di un anno fa nessun turista ha messo più piedenell'area vulcanica: in attesa delle decisioni dellamagistratura, si fa largo l'ipotesi di riaprire in parte ilsito ma in condizioni di massima sicurezza. Un complicato mosaicoin cui ogni tessera deve incastrarsi tra mille insidie: da un latoci sono i rilievi della procura di Napoli, che a luglio con i pmAnna Frasca e Giuliana Giuliano ha chiesto al gup Claudia Picciottidi procedere con una nuova perizia tecnica, da affidare a uncollegio di periti esperti per fissare il quadro sullo stato dipericolosità del sito conosciuto in tutto il mondo e sullapresunta mancanza di condizioni, anche minime, di sicurezza.Dall'altro lato c'è la richiesta, che arriva dalmondo scientifico e da quello turistico-imprenditoriale eistituzionale, di consentire la riapertura dell'areanaturalistica, nella quale si trovano i sensori dell'Ingv permonitorare il bradisisma e la temperatura delle viscere dei CampiFlegrei.

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