Donne nel manicomio di Aversa: se ne parla con il libro della Carrino

Donne nel manicomio di Aversa: se ne parla con il libro della Carrino
Quello dei manicomi è un mondo che non smette di essere al centro di ricerche e ricostruzioni, di inquietare con il proprio orrore. Anche in virtù della...

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Quello dei manicomi è un mondo che non smette di essere al centro di ricerche e ricostruzioni, di inquietare con il proprio orrore. Anche in virtù della consapevolezza che il trattamento della malattia mentale, o presunta tale, è stato ripetutamente violento in maniera inconcepibile. 

Le condizioni negli ospedali psichiatrici erano ovviamente drammatiche per tutti, e così per le donne vittime delle dinamiche legate all’internamento. 

Parla proprio di donne, di quelle che furono ricoverate nel manicomio di Aversa tra il 1850 e il 1950, il libro di Candida Carrino “Luride, agitate, criminali” (Carocci Editore). 
Il testo sarà presentato questo giovedì (il giorno 4) alle 16.30, nella Sala Rari della Biblioteca nazionale di Napoli – dove, con l’autrice, ci saranno Elvira Reale (responsabile del centro Dafne dell’ospedale Cardarelli) e l’archeologa Rosanna di Poce; a introdurre, Maria Iannotti, vicedirettrice della Biblioteca nazionale. Le letture saranno di Anita Paone, Cristina Liguori e Luigi D’Amato. 

La Carrino ha ricostruito quelle esperienze attingendo direttamente da cartelle cliniche e referti medici, e ricostruendo così situazioni oltremodo dolorose e drammatiche, crudeli. Donne spesso rinchiuse a vita, solo per volere delle famiglie che, complici gli psichiatri, le abbandonavano senza più curarsene. Anche qui, le prove sono state rintracciate dall’autrice nelle lettere delle ricoverate, tra i carteggi tra i loro parenti e le strutture, dalle relazioni mediche. Donne, ancora, che hanno talvolta partorito, all’interno del manicomio, e i cui figli non sono mai usciti da quelle mura. Trattamenti violenti. 
Il tutto a delineare uno scenario tremendo di privazione della libertà, della dignità, dell’umanità stessa. 

L’incontro si aprirà con la testimonianza del gruppo femminista Le Nemesiache, sull’esperienza vissuta con le psichiatrizzate della VI divisione donne del Frullone. L’esperienza è stata documentata da Lina Magiacapre, nel film “Follia come poesia…riprendiamoci il corpo mare”. 


Inoltre, la presentazione del libro rientra nell’ambito di un progetto che vede anche due mostre, entrambe dedicate agli ultimi cinquant’anni di storia del movimento delle donne e del femminismo: “Rivolta nella Rivolta”, a cura del gruppo Fondo Soggettività femminile; e “Fotografia di una storia” a cura di Luisa Festa.  Leggi l'articolo completo su
Il Mattino