Il regista Adil Azzab incontra gli studenti di Scampia

Il regista Adil Azzab incontra gli studenti di Scampia
l regista Adil Azzab incontrerà mercoledì 22 maggio gli studenti dell’Istituto Tecnico “Galileo Ferraris” di Napoli, a Scampia...

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l regista Adil Azzab incontrerà mercoledì 22 maggio gli studenti dell’Istituto Tecnico “Galileo Ferraris” di Napoli, a Scampia in via A. Labriola Lotto 2/G, per un dibattito al termine della proiezione del suo film “My name is Adil” alle ore 10,30 presso l’Auditorium della scuola.

 
L’evento, organizzato dall’Associazione École Cinéma, sarà occasione di educazione al tema della inclusione sociale, alla diffusione del dialogo euromediterraneo, alla educazione dei diritti umani e soprattutto sarà il cinema il vero protagonista in quanto strumento di dialogo con il regista, e con gli studenti e docenti che partecipano al progetto “Così vicino, così lontano - Volti e storie oltre la periferia di Napoli”, vincitore del Bando del Piano Nazionale Cinema per la Scuola promosso dal Mibact e Miur, in partenariato con  la scuola Galileo Ferraris, École Cinéma, Itard, Cooperativa Ker, con il patrocinio della Film Commission Regione Campania.
 
Oltre al regista interverranno Saverio Petitti, Dirigente Scolastico ITIS “Galileo Ferraris”,Sabrina Innocenti, Presidente Associazione École Cinéma, e i rappresentanti della Associazione Ker.
 
Girato tra la campagna marocchina e Milano, il film racconta la storia vera di Adil, un bambino che vive nella campagna del Marocco con la madre, i fratelli e il nonno capo-famiglia. È un mondo povero, dove fin da pic- coli si lavora per ore nei pascoli, gli adulti possono essere rudi e studiare è un privilegio per pochi.
Adil sa che restare in Marocco significa avere un destino segnato, quello dei giovani pastori invecchiati precocemente che vede intorno a sé. Stanco delle angherie dello zio e del ristretto orizzonte che si vede davanti, il ragazzino a 13 anni decide di raggiungere il padre, El Mati, emigrato da anni in Italia per lavorare e mantenere la famiglia. Andarsene, però, è anche una frattura, una separazione dolorosa dalla propria sto- ria, dai propri affetti e dalla comunità.

Il film accompagna lo spettatore nel percorso del protagonista adolescente alla scoperta di un nuovo mon- do: l’Italia non è il paese delle città favolose e della ricchezza facile sognata nell’infanzia, ma offre ad Adil la possibilità di studiare, vivere nuove esperienze e costruire nuovi legami.

Il cerchio si chiude quando Adil, ormai adulto, dopo dieci anni di assenza dal Marocco, ritorna nel suo pae- se, alla riscoperta delle proprie radici: il viaggio lo aiuta a intrecciare i fili della sua storia e della sua identità, perché “solo se conosci da dove vieni, puoi sapere chi sei”. Leggi l'articolo completo su
Il Mattino