Il lago Lucrino dal drone: una massa scura nel lussureggiante scenario dei Campi Flegrei

Il lago Lucrino visto dal drone
Visto dall’alto, si presenta come un’ampia massa d’acqua scura, con la superfice increspata dal vento; una perla nera, incastonata nel lussureggiante scenario...

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Visto dall’alto, si presenta come un’ampia massa d’acqua scura, con la superfice increspata dal vento; una perla nera, incastonata nel lussureggiante scenario dei campi Flegrei. Stiamo parlando del lago Lucrino, il più piccolo dei laghi flegrei, esteso appena nove ettari e mezzo  ma anche il più affascinante, ripreso per la prima volta,  in un video inedito, dal drone. 


Autore dell’affasciante filmato naturalistico, Salvatore Di Fraia, amministratore della pagina Facebook Pozzuoli M. Puteoli, da anni attivo per la valorizzazione e la tutela dei beni archeologici e paesaggistici dei Campi Flegrei. 

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«Uno spettacolo unico al mondo, quello del lago Lucrino visto dall'alto, che affascina per il suo particolare colore e per la sua storia » dice Salvatore.  «Grazie alla ripresa dal drone, infatti, lo specchio d’acqua salmastra ci appare di un colore scuro e ciò è dovuto alla presenza sul fondale di fanghi, in parte di origine termale. Purtroppo, attualmente, il Lucrino è forse il più degradato dei laghi flegrei; una forte antropizzazione delle sponde ha ristretto un ecosistema già fragile, compromettendone il suo fascino naturalistico».
   
La storia del piccolo lago flegreo è ricca di storia e di catastrofi naturali: in antichità, era grande ed esteso tanto da ricoprire gran parte dell’attuale piana di Toiano, fino alle pandici del  monte Gauro, poi si ridusse drasticamente a seguito della nascita del Monte Nuovo nel 1538, il più giovane vulcano d’Europa. Nelle sue acque i Romani allevano pesci ma soprattutto ostriche e proprio queste fecero la fortuna di  un abile e ingegnoso senatore romano , Sergio Orata, che intorno all'anno 90 a.C. in breve tempo,  divenne  uno degli uomini più ricchi dell'epoca. Da qui il toponimo,  Lucrino dal latino lucrum. Il lago, accantonava  la sua veste di bellezza naturalistica da contemplare per diventare  fonte di ricchezza economica. 

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Il Mattino