Paura a scuola: crollo nel bagno, bimba di 10 anni finisce in ospedale

Trauma cranico con prognosi di tre giorni. Una bella botta per Chiara, alunna di dieci anni della quinta elementare dell’Istituto comprensivo «13esimo circolo Ignazio di Loyola» che, mentre chiudeva la porta del bagno, è stata colpita da una mattonella staccatasi improvvisamente. Una scuola molto amata nel quartiere, ma segnata purtroppo da incuria e assenza di manutenzione che la rendono inospitale e, dopo questo episodio, anche pericolosa. «Solo per un caso fortuito questa mattonella ha colpito mia figlia di piatto e non di taglio» spiega Annamaria Parlati, che è anche rappresentante di classe e conosce bene «la grande competenza e dedizione di docenti e dirigente, che non va di pari passo con lo stato dell’edificio, che definire precario è poco». A settembre, con l’inizio dell’anno scolastico, le piogge copiose allagarono la struttura più volte perché i solai sono malandati e la guaina isolante andrebbe totalmente ripristinata.
C’è poi la questione del piano sottoposto, dove insistono i bagni, e di un’aula appestata dal fetore della fecale adiacente in cui sia gli alunni che i docenti fanno fatica a mantenere concentrazione. E poi proprio i bagni, che andrebbero rifatti totalmente, controllate le tubazioni idriche e fognarie «perché la puzza è intollerabile, e la muffa presente rende malsani gli ambienti». Lo spazio disponibile è davvero risicato: «Mancano i laboratori di scienze e molte attività i ragazzi non riescono a farle. È una vergogna che si offra una didattica eccellente in una catapecchia. Eppure mi risulta che fondi per mettere in sicurezza l’edificio siano stati stanziati: che fine hanno fatto? Tutto questo con lo scandaloso caso della scuola “Musto-Fedro” a due passi che potrebbe essere utilizzata ma che è abbandonata da 30 anni. Ci costringono ad andare molto distante, alle scuole di via Domenico Fontana».

 

La mamma della piccola Chiara, dopo i controlli accurati effettuati con scrupolo dai medici del Santobono, ha ritrovato la serenità. Ma, a ridosso dell’accaduto, l’indignazione ha preso il sopravvento ponendo domande incisive. «La mia mente di madre ha fatto mille pensieri: se quella mattonella fosse caduta su un bimbo piccino della prima elementare? Se fosse cascata di taglio, sfregiando il volto di mia figlia o di chiunque altro? O peggio ancora tagliando il capo, irrorato da tanti vasi sanguigni? È accaduta una cosa gravissima che evidenzia la precarietà della struttura scolastica, la cui responsabilità è di chi si occupa della manutenzione, Municipalità e Comune. Si vede che la salute dei nostri figli a loro non interessa. Se può essere utile farò una denuncia per tutelare i bambini, ma conto molto sul buonsenso delle parti e mi aspetto un intervento urgente che metta in sicurezza prima di tutto i bagni e poi il resto della scuola». Sullo stato precario dell’«Ignazio di Loyola» si era parlato nei mesi scorsi nella Municipalità 5 Vomero Arenella cui spetta il compito della manutenzione ordinaria e di segnalare al Comune, ed eventualmente alla Città metropolitana, quella straordinaria. Più volte nel parlamentino di via Morghen il gruppo Pd aveva provato a porre l’attenzione sui solai cadenti e sull’acquitrino nelle aule dopo la pioggia. Ma alle richieste non sono seguiti fatti. Per questo dopo quanto accaduto ieri mattina il gruppo Pd capeggiato da Giorgio Cinquegrana, con il consigliere Alessandro Capone, chiede «le dimissioni dell’assessore municipale Elena De Gregorio, del presidente della commissione scuola Walter Savarese e dell’assessore comunale Annamaria Palmieri».

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