Mazziotti: adesso tocca agli amministratori ma senza penalità sarà difficile risparmiare

Mazziotti: adesso tocca agli amministratori ma senza penalità sarà difficile risparmiare
«Finalmente, con questa legge di stabilità, si introducono criteri oggettivi per obbligare le amministrazioni pubbliche a chiudere le società partecipate inutili, ma si...

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«Finalmente, con questa legge di stabilità, si introducono criteri oggettivi per obbligare le amministrazioni pubbliche a chiudere le società partecipate inutili, ma si sarebbe potuto fare di più, soprattutto prevedendo sanzioni per quegli amministratori che poi non applicheranno la legge». Il deputato di Scelta civica Andrea Mazziotti dà un giudizio a doppia faccia sulle misure inserite nella legge di stabilità uscita dal Senato, che nascevano da una sua iniziativa: gli emendamenti sul tema, presentati dalla senatrice Lanzillotta, erano estrapolati proprio da una sua proposta di legge, più articolata, presentata alla Camera.


Soddisfatto per l'obbligo di chiudere le partecipate che hanno più amministratori che dipendenti?
«È un passo avanti perché si riconosce l'esistenza di un fenomeno assurdo e si cerca di dare una soluzione. Noi avevamo chiesto anche la chiusura delle oltre mille partecipate che hanno un fatturato inferiore ai 100mila euro, che è davvero molto basso. Inoltre, avremmo preferito che fossero state introdotte delle sanzioni per gli amministratori che non chiuderanno le partecipate inutili. Questo non c'è: quindi, si poteva fare sicuramente di più».
Teme un flop della misura?
«Spero di no. Anche perché gli amministratori pubblici devono presentare dei piani per procedere alle chiusure. Nel caso non dovessero farlo, potrebbero essere comunque ritenuti responsabili sul piano erariale dalla magistratura contabile».
In ogni caso, non si ritiene soddisfatto?

«Alla Camera io ho presentato un disegno di legge di riordino complessivo del sistema delle partecipate. Gli emendamenti accolti nella legge di stabilità al Senato partivano da quel testo. Il prossimo appuntamento per riproporre la questione sarà il passaggio alla Camera del ddl di riforma della pubblica amministrazione presentato dal ministro Madia. Renzi ha detto in più occasioni che è quello l'ambito in cui dover risolvere in maniera definitiva anche il problema delle partecipate. Al momento, nel testo in discussione al Senato, ci sono previsioni molto generiche. Presenterò le mie proposte come emendamento alla Camera».
an. va.
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Il Mattino