Pompei, un B&B con vista sugli Scavi: ma il cantiere è abusivo

Sequestrati un casolare da adibire ad agriturismo e due piattaforme per un parcheggio di camper

L'agriturismo e camping con vista sulle antiche domus
Agriturismo e camping con vista sulle antiche domus. È quanto stava sorgendo a pochi metri dall’area del Parco Archeologico, zona interessata dagli scavi di Civita...

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Agriturismo e camping con vista sulle antiche domus. È quanto stava sorgendo a pochi metri dall’area del Parco Archeologico, zona interessata dagli scavi di Civita Giuliana e che hanno riportato alla luce il carro nuziale. Un abuso fermato da carabinieri e vigili urbani. La segnalazione alle forze dell’ordine e al Comune è partita dalla direzione del parco. Il sindaco Carmine Lo Sapio ha subito disposto un sopralluogo del nucleo antiabusivismo della polizia municipale e dei tecnici comunali. Al fianco dei caschi bianchi, nella vasta operazione che ha portato al maxi sequestro degli abusi edilizi realizzati su di un’area di 12mila metri quadrati, anche i carabinieri coordinati dal luogotenente Angelo Esposito.

È stato sequestrato un casolare da adibire a b&b, sigilli anche a due piattaforme in cemento armato dove erano già stati sistemati due cancelli scorrevoli di circa 14 metri. È stato anche accertato un abbassamento del livello del fondo agricolo rispetto alla sede stradale di circa un metro. All’interno del fondo, inoltre, erano stati predisposti circa 80 stalli per la sosta di camper ed erano state istallate 26 colonnine per gli allacci di impianti idrici ed elettrici. Della task force hanno fatto parte personale del Spsal (servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro), e dell’Asl Napoli 3 Sud.

Il proprietario del fondo agricolo, un 64enne di Castellammare di Stabia con precedenti per reati in materia edilizia, è stato denunciato in stato di libertà per abusivismo edilizio e favoreggiamento all’immigrazione clandestina. I tre operai identificati all’interno del cantiere, due italiani e uno bengalese senza permesso di soggiorno, erano in nero

L’obiettivo del proprietario era di entrare nel business della ricettività turistica approfittando dell’apertura, a breve, del nuovo ingresso del Parco Archeologico di Porta Vesuvio. Del resto, l’area a nord degli scavi è circondata da terreni agricoli dove insistono numerosi ruderi che risalgono al 1800. Gli ultimi ritrovamenti archeologici, che trasformeranno la zona in uno degli accessi agli scavi, sta inducendo i proprietari a vendere a imprenditori facoltosi interessati a investire intorno a Civita Giuliana. Ed è proprio in questo perimetroo che sono concentrate le attività di repressione e prevenzione della task force dei vigili urbani guidati dal comandante Gaetano Petrocelli e coadiuvati dai tecnici comunali. «La legalità a 360 gradi è la priorità della mia amministrazione - dice il sindaco Carmine Lo Sapio -. Per questo ho disposto che il comando di polizia municipale si dotasse di una squadra antiabusivismo edilizio e commerciale che quotidianamente è impegnata a perlustrare il territorio, in particolare lungo il perimetro del Parco Archeologico».

Sul fronte degli abbattimenti disposti dalla Procura continua il lavoro delle ruspe. È in corso la demolizione di una villetta su due piani in via Arpaia. Altri abbattimenti seguiranno nei prossimi giorni. Il Comune di Pompei ha acceso diversi mutui presso la Cassa depositi e prestiti per anticipare le spese di demolizione dei fabbricati abusivi e poi rivalersi in danno dei proprietari.

L’ultima demolizione eclatante ha interessato il fabbricato con vista sulla Villa dei Misteri, dove sono emerse tracce di un altro antico complesso parzialmente violato dai tombaroli. Si tratta di un muro perimetrale, di un quartiere servile, rimasto inesplorato durante la campagna di scavo portata avanti da Amedeo Maiuri.

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Il Mattino