Elezioni politiche 2022, notizie in diretta. Renzi: «Mi candidato al Senato a Milano dove c'è Berlusconi». Cirinnà ci ripensa e si candida: farò mia battaglia

Elezioni politiche 2022, notizie in diretta. Bassetti: «Non mi candido». Lotti: «Escluso dal Pd per scelta politica»
Elezioni politiche 2022, le ultime notizie in diretta. Con 3 voti contrari e 5 astenuti, la Direzione nazionale del Pd ha approvato ieri sera le liste per le candidature in...

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Elezioni politiche 2022, le ultime notizie in diretta. Con 3 voti contrari e 5 astenuti, la Direzione nazionale del Pd ha approvato ieri sera le liste per le candidature in vista delle prossime elezioni. Il segretario Enrico Letta sarà candidato come capolista alla Camera in Lombardia e Veneto, mentre Carlo Cottarelli sarà capolista al Senato a Milano. Il microbiologo Andrea Crisanti sarà candidato capolista in Europa. Monica Cirinnà annuncia di rinunciare alla candidatura: «Mi hanno proposto un collegio elettorale perdente».

 

Pd, liste pronte: ira degli esclusi. Da Lotti alla Morani: chi resta fuori

 

Renzi: mi candido per il Senato a Milano

«Io mi candiderò a Milano, se non ho capito male, nella stessa circoscrizione di Berlusconi». Lo ha detto il leader di IV Matteo Renzi al Tg2 post. «Dire che la Meloni e Salvini sono pericolosi perché propongono l'elezione diretta del presidente della Repubblica, è una follia. Salvini e Meloni non attentano alle libertà degli italiani con l'elezione diretta, caso mai sono un pericolo per il nostro portafoglio», ha poi sottolineato.

Letta ad Amendola: accetta candidatura in Campania

Lungo colloquio oggi pomeriggio a Roma tra Enrico Letta ed il sottosegretario agli affari Ue Enzo Amendola. Il segretario del partito, a quanto si apprende da fonti del partito, gli ha rivolto un appello a nome di tutta la comunità dem ad accettare la candidatura in Campania nella lista per il Senato, visto anche il fatto che l'Europa sarà centrale nella campagna elettorale.

 

Cirinnà ci ripensa e accetta la candidatura

«Penso che sarà una battaglia difficile, complicata ma che forse vale la pena di fare, per salvare l'Italia dall'oscurantismo e dai fascisti. E nonostante tutti gli errori fatti, credo che valga ancora la pena votare Pd. Essere rieletti al collegio di Roma 4 sarà una battaglia difficilissima. Farò la mia battaglia e lo faccio perché tantissime persone mi hanno chiesto di ripensarci». Lo ha detto la senatrice del Pd, Monica Cirinnà, annunciando nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Madama che ha accettato la candidatura proposta dal partito e per la quale ieri aveva duramente protestato.

 

Renzi:  «Scelte di Letta dettate dal rancore»

Matteo Renzi nella sua newsletter commenta le candidature del Pd: «A me pare che la guida di Enrico Letta si sia caratterizzata più dal rancore personale che dalla volontà di vincere. Vedremo i frutti il 26 settembre. Auguro ogni bene a tutti, candidati ed esclusi, ed evito con cura ogni dibattito sul tema: mi hanno insegnato che la politica si fa coi sentimenti, noi coi risentimenti. Noi abbiamo chiara una idea di innovazione del Paese che passa dal dire "SI" alle infrastrutture necessarie, non "NO" a tutto». Il leader di Italia Viva inoltre ha detto: «Il terzo polo non candiderà avversari di Draghi».

 

Pd, Lotti: «Io escluso per scelta politica, no scuse vigliacche»

«Il segretario del mio partito ha deciso di escludermi dalle liste per le prossime elezioni politiche. Mi ha comunicato la sua scelta spiegando che ci sono nomi di calibro superiore al mio. Confesso di non avere ben capito se si riferiva a quelli che fino a pochi mesi fa sputavano veleno contro il Pd e che oggi si ritrovano quasi per magia un posto sicuro nelle nostre liste. Non lo so. Ma così è». Lo scrive su Fb l'ex ministro Luca Lotti riguardo alla sua esclusione dalle liste elettorali del Pd resagli nota da Enrico Letta. «La scelta è politica, non si nasconda nessuno dietro a scuse vigliacche», aggiunge.

«Ho sempre agito per il bene del mio territorio e del mio partito - scrive ancora Lotti nello stesso post -. Non ho condiviso la scelta di tanti amici nel 2019 di uscire dal Pd e anche grazie a quella decisione (mia e di Lorenzo Guerini che ringrazio per il lavoro da ministro e per aver guidato con me i riformisti) il Partito democratico è rimasto presente in Parlamento dove, lo dicono i numeri, rischiava invece di sparire. Ecco perché fa male in queste ore ascoltare inutili polemiche e fake news sulle motivazioni della mia mancata ricandidatura, così come leggere assurde ricostruzioni in cui si prova a far credere che a scegliere sia stato il territorio. In Toscana sappiamo tutti come sono andate le cose». Lotti aggiunge anche anche: «Io sono abituato ad affrontare la realtà a testa alta, altrettanto faccia chi ha deciso. Aggiungo solo una riflessione. Dispiace, e non poco, scoprire che i dirigenti del mio partito abbiano abbandonato uno dei cardini della nostra identità: il garantismo».

«È stato un onore per me essere un deputato del Pd, il partito che ho contribuito a fondare e che, in questi ultimi anni, insieme a molti amici ho tenuto unito e compatto. Rifarei tutto! - commenta ancora Lotti dopo aver confermato la propria esclusione dalle liste - Ai tanti che mi stanno scrivendo e mandando messaggi o che si sono preoccupati per me dico solo questo: anche quando alcune scelte sembrano più dettate dal rancore che dalla coerenza politica, mi troverete sempre dalla stessa parte. Dalla parte del Pd. Il Pd è casa mia. Lo sarà anche in futuro».

 

Bassetti: «Non mi candido, avrei fatto il tecnico ma mi hanno sparato addosso»

«Dopo le illazioni, le falsità e gli attacchi personali, ricevuti negli ultimi giorni su un mio futuro politico, desidero chiarire che non ho mai richiesto o espresso volontà a nessuno di essere candidato alle prossime elezioni politiche per alcun partito. Di tutto questo, e di molte altre cose inerenti l'argomento, di cui alcuni dovrebbero vergognarsi, ho adeguata documentazione scritta che renderò pubblica, se qualcuno proverà a smentirmi». Ad affermarlo in un post su Facebook è Matteo Bassetti, il Direttore Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino. «Confermo che non sarò candidato per alcun partito alle prossime elezioni politiche. Continuerò a lavorare come medico, come ricercatore e come divulgatore impegnandomi per la scienza, per i miei pazienti e per i miei studenti», sottolinea.

«Sono contento di fare il medico e il professore universitario. Non mi candidato, appeno ho detto che avrei dato la disponibilità per fare il tecnico mi hanno sparato addosso» e sull'ipotesi per fare il ministro della Salute «vedremo cosà succederà dopo il 25 settembre, chi sarà il premier. La politica qualche volta ha paura dei professionisti e dei tecnici, io sono contento di fare il mio lavoro». Così all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, chiude la porta alla sua candidatura alle elezioni politiche ma lascia aperta forse quella per essere chiamato eventualmente al ministero della Salute.

 

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su Il Mattino

Elezioni politiche 2022, le ultime notizie in diretta. Con 3 voti contrari e 5 astenuti, la Direzione nazionale del Pd ha approvato ieri sera le liste per le candidature in vista delle prossime elezioni. Il segretario Enrico Letta sarà candidato come capolista alla Camera in Lombardia e Veneto, mentre Carlo Cottarelli sarà capolista al Senato a Milano. Il microbiologo Andrea Crisanti sarà candidato capolista in Europa. Monica Cirinnà annuncia di rinunciare alla candidatura: «Mi hanno proposto un collegio elettorale perdente».

 

Pd, liste pronte: ira degli esclusi. Da Lotti alla Morani: chi resta fuori

 

Renzi: mi candido per il Senato a Milano

«Io mi candiderò a Milano, se non ho capito male, nella stessa circoscrizione di Berlusconi». Lo ha detto il leader di IV Matteo Renzi al Tg2 post. «Dire che la Meloni e Salvini sono pericolosi perché propongono l'elezione diretta del presidente della Repubblica, è una follia. Salvini e Meloni non attentano alle libertà degli italiani con l'elezione diretta, caso mai sono un pericolo per il nostro portafoglio», ha poi sottolineato.

Letta ad Amendola: accetta candidatura in Campania

Lungo colloquio oggi pomeriggio a Roma tra Enrico Letta ed il sottosegretario agli affari Ue Enzo Amendola. Il segretario del partito, a quanto si apprende da fonti del partito, gli ha rivolto un appello a nome di tutta la comunità dem ad accettare la candidatura in Campania nella lista per il Senato, visto anche il fatto che l'Europa sarà centrale nella campagna elettorale.

 

Cirinnà ci ripensa e accetta la candidatura

«Penso che sarà una battaglia difficile, complicata ma che forse vale la pena di fare, per salvare l'Italia dall'oscurantismo e dai fascisti. E nonostante tutti gli errori fatti, credo che valga ancora la pena votare Pd. Essere rieletti al collegio di Roma 4 sarà una battaglia difficilissima. Farò la mia battaglia e lo faccio perché tantissime persone mi hanno chiesto di ripensarci». Lo ha detto la senatrice del Pd, Monica Cirinnà, annunciando nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Madama che ha accettato la candidatura proposta dal partito e per la quale ieri aveva duramente protestato.

 

Renzi:  «Scelte di Letta dettate dal rancore»

Matteo Renzi nella sua newsletter commenta le candidature del Pd: «A me pare che la guida di Enrico Letta si sia caratterizzata più dal rancore personale che dalla volontà di vincere. Vedremo i frutti il 26 settembre. Auguro ogni bene a tutti, candidati ed esclusi, ed evito con cura ogni dibattito sul tema: mi hanno insegnato che la politica si fa coi sentimenti, noi coi risentimenti. Noi abbiamo chiara una idea di innovazione del Paese che passa dal dire "SI" alle infrastrutture necessarie, non "NO" a tutto». Il leader di Italia Viva inoltre ha detto: «Il terzo polo non candiderà avversari di Draghi».

 

Pd, Lotti: «Io escluso per scelta politica, no scuse vigliacche»

«Il segretario del mio partito ha deciso di escludermi dalle liste per le prossime elezioni politiche. Mi ha comunicato la sua scelta spiegando che ci sono nomi di calibro superiore al mio. Confesso di non avere ben capito se si riferiva a quelli che fino a pochi mesi fa sputavano veleno contro il Pd e che oggi si ritrovano quasi per magia un posto sicuro nelle nostre liste. Non lo so. Ma così è». Lo scrive su Fb l'ex ministro Luca Lotti riguardo alla sua esclusione dalle liste elettorali del Pd resagli nota da Enrico Letta. «La scelta è politica, non si nasconda nessuno dietro a scuse vigliacche», aggiunge.

«Ho sempre agito per il bene del mio territorio e del mio partito - scrive ancora Lotti nello stesso post -. Non ho condiviso la scelta di tanti amici nel 2019 di uscire dal Pd e anche grazie a quella decisione (mia e di Lorenzo Guerini che ringrazio per il lavoro da ministro e per aver guidato con me i riformisti) il Partito democratico è rimasto presente in Parlamento dove, lo dicono i numeri, rischiava invece di sparire. Ecco perché fa male in queste ore ascoltare inutili polemiche e fake news sulle motivazioni della mia mancata ricandidatura, così come leggere assurde ricostruzioni in cui si prova a far credere che a scegliere sia stato il territorio. In Toscana sappiamo tutti come sono andate le cose». Lotti aggiunge anche anche: «Io sono abituato ad affrontare la realtà a testa alta, altrettanto faccia chi ha deciso. Aggiungo solo una riflessione. Dispiace, e non poco, scoprire che i dirigenti del mio partito abbiano abbandonato uno dei cardini della nostra identità: il garantismo».

«È stato un onore per me essere un deputato del Pd, il partito che ho contribuito a fondare e che, in questi ultimi anni, insieme a molti amici ho tenuto unito e compatto. Rifarei tutto! - commenta ancora Lotti dopo aver confermato la propria esclusione dalle liste - Ai tanti che mi stanno scrivendo e mandando messaggi o che si sono preoccupati per me dico solo questo: anche quando alcune scelte sembrano più dettate dal rancore che dalla coerenza politica, mi troverete sempre dalla stessa parte. Dalla parte del Pd. Il Pd è casa mia. Lo sarà anche in futuro».

 

Bassetti: «Non mi candido, avrei fatto il tecnico ma mi hanno sparato addosso»

«Dopo le illazioni, le falsità e gli attacchi personali, ricevuti negli ultimi giorni su un mio futuro politico, desidero chiarire che non ho mai richiesto o espresso volontà a nessuno di essere candidato alle prossime elezioni politiche per alcun partito. Di tutto questo, e di molte altre cose inerenti l'argomento, di cui alcuni dovrebbero vergognarsi, ho adeguata documentazione scritta che renderò pubblica, se qualcuno proverà a smentirmi». Ad affermarlo in un post su Facebook è Matteo Bassetti, il Direttore Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino. «Confermo che non sarò candidato per alcun partito alle prossime elezioni politiche. Continuerò a lavorare come medico, come ricercatore e come divulgatore impegnandomi per la scienza, per i miei pazienti e per i miei studenti», sottolinea.

«Sono contento di fare il medico e il professore universitario. Non mi candidato, appeno ho detto che avrei dato la disponibilità per fare il tecnico mi hanno sparato addosso» e sull'ipotesi per fare il ministro della Salute «vedremo cosà succederà dopo il 25 settembre, chi sarà il premier. La politica qualche volta ha paura dei professionisti e dei tecnici, io sono contento di fare il mio lavoro». Così all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, chiude la porta alla sua candidatura alle elezioni politiche ma lascia aperta forse quella per essere chiamato eventualmente al ministero della Salute.

 

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