Governo in crisi. Conte ter, Renzi alza il prezzo: via Bonafede e nuovo Recovery

«Ci divertiremo». Matteo Renzi ha confidato ai suoi di sentirsi di nuovo «pienamente in partita». Visti gli scarsi risultati di Giuseppe Conte nella caccia...

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«Ci divertiremo». Matteo Renzi ha confidato ai suoi di sentirsi di nuovo «pienamente in partita». Visti gli scarsi risultati di Giuseppe Conte nella caccia ai “volenterosi”, il leader di Italia Viva è certo che il destino dell’avvocato sia un’altra volta nelle sue mani. Anzi, dato che Pd, 5Stelle e Leu faranno al Quirinale il nome di Conte e lui oggi sul Colle non porrà veti, è convinto che Sergio Mattarella domani affiderà al presidente del Consiglio dimissionario un incarico esplorativo.  

Nel frattempo, però, Renzi gioca a fare il guastatore. Meglio, indica quale potrebbe essere l’approdo dopo un eventuale fallimento della trattativa sul Conte-ter: un esecutivo guidato da Luigi Di Maio che perfino il Pd, «per evitare il voto, sarà pronto a sostenere». Con un «problemino» che lo fa ghignare i suoi: «Sarebbe divertente vedere i grillini senza Conte, ma con noi in maggioranza...».  

Il primo step, secondo la road map immaginata del Rottamatore, dovrebbe però essere la trattativa con Conte. «Anche se non mi ha ancora chiamato». «Non sarà un confronto piacevole», dice uno dei suoi, «Matteo si siederà al tavolo con il coltello tra i denti. Chiederà un radicale cambio di metodo, un nuovo ministro della Giustizia al posto di Bonafede, il sì al Mes, un Recovery Plan molto diverso e tante altre belle cose. Dopo di che, se ci sarà stallo, si andrà su Di Maio o Franceschini o Gentiloni o la Cartabia. Il che farebbe di Matteo l’uomo più felice del mondo». 

Eppure, come dice un alto renziano di alto rango, «se Conte non troverà altri volenterosi, Renzi non andrà a trattare per rompere. Sarà molto determinato, ma non ultimativo. Ad esempio non prenderemo e ci alzeremo se non ci verrà dato il Mes o il Ponte sullo Stretto. Siamo consapevoli che il Conte-ter non sarà un monocolore di Italia Viva». Ancora: «Al tavolo con il premier incaricato e gli alleati, se mai si aprirà, porteremo la lettera inviata il 17 dicembre a Conte dove è chiesta la riscrittura del Recovery Plan secondo le indicazioni date dall’Europa e dalle parti sociali, una nuova politica della Giustizia e lo sblocco delle infrastrutture, la scuola, l’emergenza sanitaria, etc». 

Renzi, in un video postato ieri sera sulla sua pagina Fb, parla proprio di questi temi: «Non è una questione caratteriale, non è un problema delle singole persone o che si può risolvere con una poltrona. A noi sta a cuore l’Italia e l’Italia deve ripartire adesso. Solo una cosa non ci possiamo permettere: non vivere questa crisi dell’epidemia come una grande opportunità per ripartire. O prepariamo adesso la ripartenza o l’Italia sprecherà la più grande occasione per costruire il proprio futuro». Poi il leader di Italia Viva indica i tre campi in cui bisogna produrre una svolta: economico, sanitario, educativo. «Ci sono le condizioni per ripartire. L’Europa ha messo 209 miliardi a disposizione. O decidiamo adesso di investire queste risorse o tra un anno sarà tardi».

Parole che confermano la convinzione che Conte con Italia Viva «dovrà trattare». Tanto più che in Senato «assistiamo a un autentico scandalo, che è il tentativo di far passare delle persone non su un’idea ma su una gestione opaca delle relazioni personali e istituzionali, alla creazione di gruppi improvvisati». «Senza però», sottolinea Maria Elena Boschi, «aver portato un solo voto in più al pallottoliere del premier dimissionario, che è fermo alla settimana scorsa». Conclusione: «Senza Italia viva non c’è la possibilità di un nuovo governo Conte».

Per alzare il prezzo e, soprattutto, per far capire che il Conter-ter non è affatto l’ultima spiaggia prima delle elezioni, i renziani lanciano diversi ami. L’ex ministra Teresa Bellanova candida Di Maio: «Noi non poniamo veti su Conte ma sicuramente non c’è solo Conte. Di Maio? Non poniamo veti neppure su di lui». La Boschi propone un governo guidato dal dem Paolo Gentiloni, commissario europeo all’Economia: «Oggi Zingaretti ha detto che c’è il nome unico di Conte, strano che al Pd non possa andare bene una figura autorevole come Gentiloni». E il presidente di Italia Viva, Ettore Rosato, suggerisce di puntare su un premier al femminile: «Ci sono donne autorevoli in questo Paese che possono farlo». Il nome: Marta Cartabia, quella che farebbe la felicità di Renzi. Ma al momento è tattica. «Il primo giro sarà con Conte», scommettono i renziani che, al pari del capo, temono le elezioni anticipate.   

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